Dalla prefazione di Mario Turello

Intorno al 90 d.C. a Jabneh, o Jamnia, si tenne un’assemblea (un concilio) di rabbini in cui si discusse non tanto dell’introduzione, quanto del mantenimento nel tanakh di alcuni libri, o della loro eliminazione; si giunse così alla chiusura definitiva del canone ebraico. tra i testi in questione c’erano il Cantico dei cantici e il Qoelet (i due libri più “scandalosi”: Renan li definisce «un libretto erotico e un opuscolo di voltaire nascosti tra le grandi pagine di una biblioteca di teologia»). Le riserve nei confronti del Cantico furono spazzate via dall’autorevolissimo Rabbi Aqiva con delle affermazioni davvero sensazionali: «in Israele nessuno ha mai contestato che il Cantico dei cantici sporca le mani (cioè è sacro, al punto che neppure i rotoli su cui è scritto vanno toccati: chi legge la torah tiene il segno con lo yad, la manina d’argento) perché il mondo intero non ha tanto valore come il giorno in cui fu dato a Israele il Cantico dei cantici; tutti gli altri libri sono santi, ma il Cantico dei cantici è il Santo dei santi».

[…]

Un’indicazione di una prima allegorizzazione del Cantico si può ricavare dal suo uso liturgico. il Cantico infatti è una delle cinque megilloth, cioè dei cinque rotoli che vengono letti in occasione delle grandi festività: il Cantico a Pasqua, Rut a Pentecoste, Qoelet a Sukkoth, le Lamentazioni al 9 di av, Ester a Purim. Il nesso del Cantico con la Pasqua non è del tutto certo; alcuni indicano il contesto primaverile, e dietro ad esso miti e riti di fertilità, altri invece sviluppano, a partire dalla menzione della “cavalla del faraone”, una lettura “esodica”, leggendovi una storia di liberazione di Israele.

 

da Nuviçute mê e sûr (Samuele Editore 2016)

Traduzione de Il Cantico dei cantici in friulano di Stefano Montello

1 Cjante da lis Cjantis che e je di Salomon

2 Bussimi cun la tô bocje
dâmi di bevi a lo tô bocje
il to amôr l’è miôr dal vin
jo o voi bevi a la tô bocje

3 un nulôr e je la to piel
la respiri cul to nom
il to nom al è un ongjnt
che al fâs zavariâ lis frutis

4 Su, strissinimi cun te
tes tôs stanziis o jentri, o re
il to amôr plui che no il vin
al fâs zavariâ lis frutis

5 Scure o soi epur ninine
oh fiis di jerusalem
plui des tendis di Qedar
dai tapêts di Salomon

6 Su, non stait cjalâmi mâl
il soreli mi à brusade
i miei fradis son rabiôs
la mê vigne no ài cjalade

7 amôr gno, dîmi indulà
sul misdì puartistu il trop?
jo o zorni, ài un vêl sui vôi
in mieç al grun dai tiei compagns

Coro
8 Se pardabon no tu lu sâs
oh tra lis puemis la plui biele
cîr lis olmis des cjavrutis
dongje lis cjasis dai pastôrs

*

1 Cantico dei cantici, che è di Salomone.

2 Mi baci con i baci della sua bocca!
Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino.

3 Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi,
profumo olezzante è il tuo nome,
per questo le giovinette ti amano.

4 Attirami dietro a te, corriamo!
M’introduca il re nelle sue stanze:
gioiremo e ci rallegreremo per te,
ricorderemo le tue tenerezze più del vino.
A ragione ti amano!

5 Bruna sono ma bella,
o figlie di Gerusalemme,
come le tende di Kedar,
come i padiglioni di Salma.

6 Non state a guardare che sono bruna,
poiché mi ha abbronzato il sole.
I figli di mia madre si sono sdegnati con me:
mi hanno messo a guardia delle vigne;
la mia vigna, la mia, non l’ho custodita.

7 Dimmi, o amore dell’anima mia,
dove vai a pascolare il gregge,
dove lo fai riposare al meriggio,
perché io non sia come vagabonda
dietro i greggi dei tuoi compagni.

Il coro
8 Se non lo sai, o bellissima tra le donne,
segui le orme del gregge
e mena a pascolare le tue caprette
presso le dimore dei pastori.

 

 

Stefano Montello è contadino sociale e musicista; dall’età di vent’anni conduce un’azienda agricola di proprietà che gli permette di vivere continuando a suonare e scrivere. Come musicista, è cofondatore del gruppo friulano FLK, il cui ultimo lavoro è dedicato alla figura del poeta Federico Tavan. Come scrittore ha pubblicato diversi libri tra cui il Manuale ragionato per la coltivazione dell’orto (Forum editrice, 2008 e 2014, prefazione di Pierluigi Cappello), L’albero capovolto – le opere e i giorni in una fattoria sociale (Bottega errante edizioni, 2016) e Nuviçute mê e sûr (Samuele Editore 2016), traduzione de Il Cantico dei cantici in friulano. Da qualche anno dirige alcuni esperimenti di agricoltura sociale in provincia di Udine.

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