Picchiare selvaggiamente con mani, testa, occhi e cuore;
per la rabbia di vivere
sanguinare, perdere i sensi, dimenticarmi;
non esistono sensazioni vere senza qualcuno che le provi
e la mia voglia di sentire è violenta come i gesti che la cercano;
picchiare selvaggiamente con mani, testa, occhi e cuore,
sfinirsi,
affrontando la vita
che non è nient’altro che l’illusione
che nega l’esistenza di chi la vive

2 maggio, in Precipita con me

Enrico Marià è una delle voci più struggenti incontrate negli ultimi anni.
Una delle voci più belle e struggenti, perché la bellezza ha quel suo particolare modo di abitare la sofferenza che non può lasciare indifferenti.
Negli inediti ricevuti in dono e qui affidati alle vostre cure, sono presenti quasi tutti gli elementi cari alla sua poetica: la condizione di dipendenza che lo riguarda, il rapporto contrastato con il padre (un uomo violento che nonostante tutto lui non riesce a odiare, un uomo costretto  a lavorare sin da ragazzino e che non ha mai preso un libro in mano ma che crede in dio/ nella cinghia/ e nello stipendio il 27, un uomo a cui deve il suo cominciare a scrivere quale timido tentativo di ritornare a vivere, come si legge nella sua raccolta del 2007), l’amore assoluto per la figura materna, madre adorata (la migliore delle madri/ma io negli anni l’ho distrutta di umiliazioni anche se mi voleva bene/e ora immerso nel buio di ogni giorno/seduto da solo nel tavolo in cucina/ vorrei saldare questo conto/restituirle il sorriso/e darle la certezza/che le nostre vite avranno la forza della verità/non solo nel momento in cui decideranno di andarsene, si legge sempre nella sua raccolta del 2007), la tenerezza verso i nipoti, figli della sorella che ride quando lui fa lo scemo (sempre dalla sua raccolta del 2007), ma soprattutto, in questi versi si respira forte la nostalgia verso il tempo dell’infanzia quello della grande innocenza e del candore inviolato.
Questi inediti mi hanno fatto pensare a Elémire Zolla che nel suo Lo stupore infantile descrive l’infanzia come una premessa gloriosa e tradita dell’esistenza. E mi hanno fatto pensare a Alberto Savinio che ne la Tragedia dell’infanzia, dipinge l’infanzia non come un tempo ma come un tempio, un luogo fisico e geografico, una dimensione dello spirito.
In queste poesie di Marià mi è sembrato di incontrare il Savinio più fantasioso, quello che racconta il viaggio mitologico sul dorso del Centauro alla ricerca dell’Orsa: un viaggio di confine che dall’infanzia traghetta verso un nuovo tempio e un nuovo destino. Un tempio e un destino dove l’autore/bambino resta primo orizzonte/ labbro del mare in attesa di andare incontro a una nuova pagina della sua storia.
Come nello stile dell’autore, in questi versi è nascosta una preghiera che è anche richiesta di ascolto: Marià chiede all’eroina di essere iniziato alla pietās, sentimento nobile per antonomasia, che non può che risiedere nello sguardo pulito e incantato dei bambini la cui ingenuità e purezza li fa essere fratelli dei cani. Una richiesta di ricongiungimento ideale con la propria infanzia, con quel luogo fisico e geografico in cui tutto appariva ancora possibile.

*
Dove le parole
non possono arrivare,
papà nulla crudele-
morirti sperma,
testimone d’amore.

*
Schiuma di fiori
sugli scogli
con mia madre,
io bambino restavo-
primo orizzonte
labbro del mare.

*
Sarà per sempre
l’amarti di un addio:
chiudere le palpebre
ai confini del magma.

*
Mamma non umiliarti con le guardie
non giurare loro di non vedermi da giorni
né di non avere idea di dove sia.
Non raccontargli della tossicodipendenza,
del Sert, che sono scappato dalla comunità,
tanto mi sai a Carignano
ad afferrare i manici di una borsa
il tirarli così forte da far cadere
e trascinare a terra
una donna che avrà i tuoi anni.
Che penso al frigorifero
l’anima della casa,
ai nipoti che lo aprono
al loro sorriso
alle bibite
quel recinto di luce:
eroina, che altro non ti chiedo
iniziami alla pietà-
allo sguardo dei bambini
fratelli dei cani.

*
Sanguino dentro
dal labirinto che cerco custode
piangere il morire
mamma, il seno del tuo cuore.

Enrico Marià nasce nel 1977 a Novi Ligure (AL) dove risiede.
Ha pubblicato le raccolte: Enrico Marià (Annexia 2004), Rivendicando disperatamente la vita (Annexia 2006), Precipita con me (Editrice Zona 2007), Fino a qui (puntoacapo Editrice 2010 con prefazione di Luca Ariano) e Cosa resta (puntoacapo Editrice 2015 con prefazione di Mauro Ferrari).
È presente in diverse antologie: Genovainedita (Galata 2007), Atti della II Fiera dell’Editoria di Poesia. Pozzolo Formigaro giugno 2008 (puntoacapo Editrice 2008), Dolce Natura, almeno tu non menti (Editrice Zona 2009), La giusta collera (Edizioni CFR 2011), Oltre le nazioni (Edizioni CFR 2011), Poesia in Piemonte e Valle d’Aosta (puntoacapo Editrice 2012), Il ricatto del pane (Edizioni CFR 2013), Poeti di Corrente (Le Voci della Luna 2013), Cronache da Rapa Nui (Edizioni CFR 2013), La festa e la protesta. Atti della XVI Biennale di Poesia di Alessandria (puntoacapo Editrice 2013), Poesia in provincia di Alessandria (puntoacapo Editrice 2014), Comunità nomadi (deComporre Edizioni 2014), Bukowski. Inediti di ordinaria follia (Giovane Holden Edizioni 2014), Ad limina mentis (deComporre Edizioni 2014).
Nel 2013 è stato inserito nel censimento della giovane poesia italiana dai 20 ai 40 anni compilato da pordenonelegge.
Si è classificato tra i finalisti in diversi premi: David Maria Turoldo (2011 e 2012, di cui nel 2010 ha ricevuto la Menzione speciale dalla giuria), Antonio Pigafetta (2013), Charles Bukowski (2014). Nel 2012 ha partecipato all’e-book scaricabile liberamente e gratuitamente La droga: un’ispirazione? O l’ispirazione: una droga?.
É tradotto in lingua inglese.
È presente su alcuni blog letterari quali Perigeion, Niederngasse, Il giardino dei poeti, Word social Forum, Versante ripido, Samgha, Neobar, blanc de ta nuque , Laboratori Poesia. Suoi testi compaiono su riviste e web alla stregua delle recensioni delle sue opere.
Nel 2016 è stato selezionato per Il Fiore della Poesia Italiana, opera in due tomi che scansiona la poesia italiana dalle origini a oggi.
Collabora con il blog Corrente Improvvisa.

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