Poesia del nostro tempo presenta l’Archivio virtuale de L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e in altre lingue minoritarie.
Rosaria Lo Russo, poetessa, traduttrice, saggista, lettrice-performer, attrice, è nata nel 1964 a Firenze, dove vive. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: L’estro (Cesati, Firenze 1987); Vrusciamundo (I Quaderni del Battello Ebbro, Porretta Terme 1994); Sanfredianina, in Poesia contemporanea. Quinto quaderno italiano (Crocetti, Milano 1996); Comedia (Bompiani, Milano 1998); Dimenticamiti Musa a me stessa (con sedici disegni di R. Ranaldi, Edizioni Canopo, Prato); Melologhi (Emilio Mazzoli, Modena, I Premio “Antonio Delfini 2001”); Penelope (Edizioni d’if, Napoli 2003); Lo Dittatore Amore. Melologhi (Effigie, Milano 2004, con cd audio); Io e Anne. Confessional poems (Edizioni d’if, Napoli 2010, con cd audio); Nel nosocomio (Transeuropa, Massa 2011, con cd di Massimo Zamboni e di Marco Rovelli); Crolli (Le Lettere, Firenze 2012) e Poema (Zona, Arezzo 2013). Sue poesie, traduzioni e saggi critici sono apparsi su numerose riviste e antologie. Ha tradotto Anne Sexton, Erica Jong e Alfonsina Storni. Come performer e attrice partecipa ai principali festival, rassegne e convegni di poesia nazionali ed internazionali, e collabora regolarmente con musicisti e compositori come poetessa e voce recitante. Ha realizzato e più volte replicato Voci in Comedia. Lectura Dantis, interpretazione per voce recitante di canti del poema dantesco. Nel 2006 ha realizzato un documentario sulla vita e l’opera di Amelia Rosselli, accompagnato dalla performance La libellula. Panegirico della libertà. È coideatrice del progetto poetico-politico Fragili Guerriere.
 
da Lo Dittatore Amore. Melologhi
Triduo pasquale
III
(Dalla nostra indiata speciale, l’addetta a fremere)
Avola augusta avola imperatrice
tenerissima neonata pelata fine
mandorla tostata confetta glassata salata
candida avola, stanza intonacata
Figlia secca di un albero austero
avola emula del grande mistero,
figlia tutta pelle e ossa di morto – IL RAMO ASSOMIGLIA AL TRONCO –
emula famula di Cristo Risorto
(balza atletico dall’avello, lo accompagna un nitrito di cavallo)
avola ovale fessura ripiena
avola dulcedo dulcedo nuziale
mea banca del seme mio imene meo ovolo
ciglia di rondine occhiello, sublingua meo obolo
Proserpina tota pulchra in Cerere sepulta
refugium peccatorum ricetto ricettacolo
tenera e belante bruca erba novella
avola di glicine sfarzo nunzia stella
fidanzatina di Gesù, sposina dell’Agnello
me polvere d’ossa, pellegrina pecorella
agnola azzoppata di marzapane
pastura pastiera sacrificio di pasta reale
(come i Cappuccini messi negli avelli a scolare)
Lacrima Christi, columba lucente,
Lacrima Lunae, perla lattescente,
figlia molle o croccante:
– mi cola caramello lungo le guance –
lobo di Buddha, orecchio di Dionisio
avola putela, regina cunegondola,
culla di madonna
avola cuna sospesa dimora rotante
del beato figurante angelico
aé oé – Trattatela come un petalo! –
calida nicchia dorata, idratante,
avola sulla pelle ceretta delicata
latte e tonico, altalena
avola fonte battesimale in ore lieta.
Animella fiatoacidula della primissima comunione
avola avida d’enzimi e proteine a colazione
avola rebus minerale al conquibus inzimina
avola in albis alma mandorla in albedo
risveglio di amilasi e prolattina
cara avola rinfrescante papaina,
avola albume montato a neve
latte di mandorla che spegne la sete
amaretto, bomboniera, bonbon ricoperto,
occhi neri di Biancaneve, sacra reliquia
muscoli spurgati di molluschi, ostriche vulve in deliquio, cupidi nervetti,
trasparenti cartilagini arrossite:
Andate a nozze pulsantibus organis organetti iubilusi
con tutti li sintimenti festivi di caste vite vitiligine
Avola amigdala mandòla mandolino avola mantella mantelit avola
amanda avola avela
omnia almonda munda mundi tutta clara exilarata
aé oé – da prendersi a piccole dosi
aé oé – da prendersi a piccoli sorsi
na’ tovaglia amprata e du’ cuzzupi
‘nu muorse ’e pane e ’nu goccio ’e vino
cum du’ labia d’agnela famata bela bela
– ECCE HOSTIA CANDIDISSIMA CANDITISSIMA IN MEA BUCCA
ecce hostia candidissima candisce in bucca d’ela,
Pasqua strizzone, sogno d’interenezza, bella e porca, mare e luna
e nulla più morte nullo più dolore nulla tristezza – aè aè tocca tutte
le cose: FUORI È BELLO : fai forca –
e nulla più fratture scoliosi angine bocca torta
Efferve il Tuttocorpo nel pieno delle forze
(Move your body) – Sbendàtelo!
Efferve il Tuttocarne nel colmo della vita,
nel piatto che non lustri nel piatto che non piagne
— caddi in un sonno paradossale normalata
(Move your body) – Sbendàtelo!
(Anche stamani ti ho sognato, Amore – STOP
Ti ricopriva una lanugine folta)
– Oh due che si toccano la prima volta –
Eri bianco e rosso, eri acceso come un mondo niovo
– UNA PENETRAZIONE RECIPROCA –
E nulla dolore nulla divieti nulla più chiesia
– Trapiantati il mio cuore! –
Ero gratis
(Move your body) – Sbendàtelo!
E nulla più tristezza nulla dolore tutta donazione
e nulla più passione nulla ripari e pentimento
– Dammi a te integralmente se mi vuoi consolare –
e nullo più rinascimento!

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