Poesie tratte dalla raccolta Progetto per S. (Nuova Editrice Magenta, 2017) di Simone Burratti con prefazione di Stefano Dal Bianco.

 

 

Entrare nel mondo, sfuggire al mondo

1.
Entrare nel mondo, sfuggire al mondo,
prendere e liberarsi di tutto:
quante volte mi sono attaccato a questa logica
e mi sono addormentato subito,
desiderando o sognando cose troppo piccole,
impaziente per i motivi sbagliati.

2.
L’uomo deve conoscere la debolezza.
L’uomo deve ricordare sempre.
E poi: voglio andarmene da qui,
scappare via e chiudermi in una stanza in cima al mondo
per una soluzione di altezza contro cielo
che non funziona mai a dovere.

3.
Tristezza fatta di masturbazione o poco piú:
il desiderio di essere diverso viene sempre di notte
e se ne va al mattino con la stessa precisione.
Non chiedermi se mi sento in colpa, o perché lo so già:
perché magari è mattina e sto scrivendo da lontano –
cosa che non è, ma capirlo può farmi andare oltre,
spezzare il ciclo e salvarmi, oppure no.

4.
La mia vita si disgrega giorno dopo giorno
e io sono bravo solo a non pensarci,
mettendo da una parte tutto quello che dovrei.
Cosí posso dormire quando voglio,
dormire per sempre,
perché ho scelto la posizione giusta per il corpo,
il lato del letto in cui perdermi
prima che ne sia fuori, e la mia vita crolli.

∞.
(c’è stata una volta in cui il mondo mi ha chiamato a sé –
ma con piú sincerità e schiettezza:
entrare nel mondo, sfuggire al mondo,
rinunciando a qualsiasi costruzione,
questo doveva essere
per giocare al gatto col topo,
dopo un ingenuo sí.)

 

 

***

 

 

Camera e ritorno

Rivivo una casa del passato, da pochi giorni. Metto a posto le mie cose, gironzolo, mi faccio schifo molto spesso; cerco di ricordare la notte di ieri, sperando di non ricordare niente. Fuori c’è un temporale che mi piace, potente e regolare, messo lí per il sonno del pomeriggio.
Chiudo gli occhi, e tu sei la ragazza che ho conosciuto ieri, che voglio rivedere… ma sei anche quella che è stata qui stanotte, e la mia vecchia S., prima che si tingesse i capelli. Passo in rassegna una serie di ricordi che ritengo piacevoli. La nostalgia non è amore, ma è l’unica cosa che mi tocca.

Adesso sta piovendo sia da me che da te, e teoricamente possiamo ancora ascoltare lo stesso rumore nello stesso momento, ognuno per conto suo; ma tra poco partirò per qualche posto e i nostri climi saranno diversi.
Quando aprirò gli occhi (tu aprirai i tuoi) non pioverà nel raggio di cento chilometri. Farà molto caldo, un’aria gialla sigillerà la mente. Ci troveremo in un tempo diverso, la camera orientata verso est, e io sarò per te lontano e solitario come una finestra spalancata.

 

 

***

 

 

Esorcismi

Quello che si chiama fallimento ma è piuttosto una conferma programmata, registrazione puntuale delle ricadute attese, assecondate, previste ancora prima del loro sviluppo, forse o quasi, sul tavolino dell’I Ching o sotto le coperte che portano consiglio, che portano sfortuna, dietro le falle e procrastinazioni quotidiane, che ci sia il sole o la pioggia, che ci siano quelle nuvole che vanificano ogni narrazione altrove, divano sufficienza occhi che non si accendono, dedizione all’errore, inceppamento dell’azione entro l’orario post-pomeridiano

posso raccontare una storia e cioè quella della noce in mezzo agli occhi, che è simile al tumore di mio nonno ma meno grande di una palla da golf, la mia noce è piú piccola e soprattutto la custodisco con cura nel comodino tirandola fuori solo in caso di pericolo, irrequietezza o stizza, odio e elettricità, quando sento che il braccio mi diventa gigantesco e vorrei colpire un muro, o una parete di legno, o una vetrina che deride, toro, alcolismo, capacità di irritazione superiori al consigliabile che sfociano in spaccature e/o immobili distrutti, espressioni di cui non ero a conoscenza, allora tiro fuori la mia noce dal cassetto e vado a lanciarla contro le serrande dei vicini, contro i lampioni che dividono la strada, da dove sono io a dove non posso

guardarla, passarla fra le dita, tenerla stretta in mano fino all’esito delle nocche bianche, di notte meglio che di giorno di notte meglio che quando la gente vede, giudica e passa avanti, la mia noce che è un eremo in miniatura, figura-e-compimento, riassunto del mio reticolo inerziale, inaggirabile

eppure sí, ci sono stati e ancora c’erano momenti di pianure e pianure, vasti possedimenti di relazione non virtuale, non irritabile, non contemporanea, come un mondo possibile che si apre negli occhi e fa stare caldo il corpo-mente del bambino, qualcosa per cui dormire, vivere ogni esperienza il giorno dopo, nel letto, solo per ripensarla, consumarla fino al tutto-è-completato, fino al tutto-è-finito, tutto mi crea un cerchio spaventoso di niente fuga e prospettive, non come le montagne o il mare, non come le finestre di casa affacciabili dove il vento risponde attraverso consonanti fricative, una che vale l’altra

certi giorni mi sento cosí stanco, cosí lasciato andare che dentro o fuori non fa differenza: il bel tempo non reagisce, il materasso scava lo sprofondamento della schiena, e io non ho piú la forza per immaginarmi in piedi

ma questo non importa perché ho sempre la mia noce nel cassetto, pulita, levigata, nuda che non l’ha mai vista nessuno, la sua condensazione primordiale quando c’erano solo occhi, mani e poco linguaggio, la noce che posso tenerla sotto il cuscino, sentirla ferma senza che faccia niente, nessuna pulsazione, nessuna vibrazione, nessun pericolo, un’assicurazione sulla vita, con quel presentimento che non crescerà e non diminuirà, non diventerà, come tutte le cose che mi piacciono perché non mi richiedono, e poi non vanno via.

 

 

***

 

 

Scarborough Fair

Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo: la magia è un’arte che può soddisfare tutte le esigenze. Rianimare amori spenti, spezzare legami che non volete piú, allontanare una persona. Avvolti nel mistero e intrisi di leggenda, i filtri d’amore sono stati presenti nella storia umana per secoli. Ieri come oggi moltissime persone chiedono filtri e pozioni per conquistare il cuore della persona amata. Anziché consultare un medico o uno psicoterapeuta, decidono di rivolgersi a presunti maghi. Plagiano persone di ogni età, istruzione e ceto: stabilire relazioni strette, in particolare quelle amorose, è un bisogno essenziale dell’essere umano. Un utente su tre cerca relazioni online. Sono in tanti quelli che, tra chat e videochiamate, hanno costruito relazioni profonde. Basta sentirsi un po’ amati e la vita cambia. Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo. Nelle relazioni le persone trovano fonti di conforto, legame e felicità. Ma anche di obblighi, responsabilità e frizioni. La terapia di coppia è molto indicata per questo tipo di problemi. In termini generali, è indicata per tutte quelle problematiche che possono insorgere tra partner: difficoltà di relazione, conflittualità, crisi di coppia. Generalmente senza riuscire a risolverle e trascinandole nel tempo. Dopo due anni di terapia il 25% delle coppie sta peggio di prima. Dopo quattro, il 38% divorzia. Un fallimento. La difficoltà nell’individuazione del problema risiede soprattutto nei modelli. Creare pozioni magiche fai da te, come quella del sangue mestruale che tanto spazio trova ancora tra cultura e tradizione popolare, non è un’operazione semplice: comporta un procedimento complesso che presuppone la conoscenza degli aspetti della natura. Le versioni della ballata conosciuta come Scarborough Fair si limitano a raccontare la storia di questi improbabili accordi. Il prezzemolo (“ti appartengo”) era allora piú che un condimento un’erba officinale. Oggi il suo significato è strettamente legato all’invadenza. La salvia è da sempre il simbolo della salute ma anche delle virtú delle massaie. Indossare del timo aumenta l’abilità individuale di vedere le fate. La simbologia del rosmarino è molto varia ma sempre positiva. Se vuoi guadagnarti la stima dei morti, porta loro corone di rosmarino. La magia, l’esoterismo, l’occulto, pur essendo potenti mezzi per cercare di capovolgere situazioni a volte veramente difficili, non sono però infallibili. Anche vincoli d’amore potenti e apparentemente indistruttibili hanno spesso a che fare con gelosie, vendette, tradimenti. Non si dà amore senza possibilità di tradimento, cosí come non si dà tradimento se non all’interno di un rapporto d’amore. Le bugie hanno le gambe corte. Ma: quando io mi posi come nitido specchio davanti a te, mi fissasti a lungo e vedesti la tua immagine. Divino distacco, diabolica perspicacia. Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo. L’origine di questa canzone si perde nel tempo. Porta il segno del mio rimpianto, per lei che un tempo fu il mio vero amore. Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo. Un’ottima bevanda, molto dissetante intorno alla mezzanotte, una crescente. Di solito si fa bere di nascosto.

 

Simone Burratti (Narni, 1990) è collaboratore e redattore della rivista online formavera. Suoi interventi e traduzioni dall’inglese sono usciti sulla rivista Poesia e sui blog letterari Leparoleelecose404:file not found  e formavera]. Nel 2017 si è classificato primo al Premio Villalta Giovani.

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