Dalla prefazione di Roberto Deidier

Cosa sono gli «angoli interni» che intitolano il nuovo lavoro in versi di Roberto Maggiani? Pieghe improvvise del pensiero, capriole visive e concettuali, immagini che provengono dagli ambiti remoti delle più antiche cosmogonie e historiae naturales, fino a ricondurci al nostro instabile, incauto presente, in un cortocircuito di tenerezza e di ironia: «il delirio della modernità / ha i tuoi geni». […] L’autore ci invita a sondare e a ripercorrere, insieme a lui, una strada che si perde a ritroso oltre l’origine della specie, e che dall’altro versante giunge fino a noi. È un viaggio lungo e difficile, che si snoda attraverso ben dodici tappe – le sezioni in cui si raccolgono queste poesie – ma senza rispettare la nostra abituale concezione di un tempo lineare. Ogni testo affonda con i suoi interrogativi nell’insondabile territorio di un «prima» cosmico e geologico e con un potente balzo in avanti si chiude sull’oggi, dove ancora sussistono le stesse tensioni, gli stessi desideri, ultime proiezioni di una necessità arcaica. È curioso: mentre ci avverte che i nostri sentimenti primari, come le nostre funzioni, hanno un’implicita storicità, che affonda addirittura nelle ere geologiche, nella lunga durata di una preistoria ineffabile, Maggiani lascia che il tempo imploda su sé stesso, «in una piccola scatola» (L’Esistenza), proprio quando una nuova vita va formandosi («mentre la vita cresce nel tuo seno»). Esiste, insomma, un sedimento, una traccia possibile (forse imprigionata nelle stromatoliti) di questo lunghissimo percorso evolutivo, ma quando si tratta di portarla allo scoperto è l’oggi a imporsi vorticosamente, a riportarci ex abrupto alla nostra condizione attuale. Più che legittimo chiedersi, in questa prospettiva, «Che cosa facevo / prima di essere vivificato? », sfiorando pericolosamente quella terra di nessuno dove l’ontogenesi incontra la filogenesi, la ripete, la mima, potremmo dire infine con l’artificio stesso della poesia. Perché la vita, per Maggiani, è anzitutto un serbatoio di metafore, un immenso contenitore sempre pieno delle sue curiosità di scienziato e viaggiatore. Riconoscerla come una metamorfosi incessante, come un’infinita trasposizione molecolare, un succedersi inesausto e inesauribile di combinazioni, è per lui qualcosa di automatico, forse di tautologico. Ma tant’è: nulla appare poi così scontato e anche l’ovvio diventa una categoria antropologica da sondare, da attraversare in cerca di nuove scoperte, ma anche di conferme. […] Con questi nuovi versi si ricompone idealmente un’antica scissione, quella tra Scienza e Poesia, due metà di una sola mela (ancora un residuo di mito platonico) e di fronte alla variabile (all’incognita?) Dio, l’homo sapiens non può che riaffermare la propria libertà creativa, il pieno arbitrio poietico, rivelandosi in definitiva come il vero faber, come il demiurgo di sé stesso. Come il regista dei propri stimoli. Verso dove, verso chi dirige ancora una volta Eros, nel «gelo cosmico», la materia stellare di cui siamo composti? Maggiani ha il dono – e vuole condividerlo coi suoi lettori – di avvicinare l’infinito degli spazi celesti e delle ere geologiche al finito apparente dei nostri istanti: consapevole, però, che in essi, dietro di essi, si apre una voragine proustiana di durate altrettanto infinite. Sono questi gli «angoli interni» che ci invita a circoscrivere, col passo felice di chi, ogni volta, si perde e si  ritrova.

 

Da Angoli interni (Passigli Editori, 2018)

 

INCLINAZIONE SOSPETTA

Un calore antico si leva dalla sabbia –
stretto nell’ombra dilato i polmoni.

Vive in me una lontananza –
forse ho una memoria iniziale
che resiste nei geni.
Millenni di vita risalgono dall’inconscio
nell’istinto che mi agita:
ho un’inclinazione sospetta alla caccia
come se fosse ora il tempo primitivo
che mi si addice.

*

IL PROBLEMA

1
La questione è la vita.
Il vero grande problema da risolvere
è come io possa essere vivo
e chiedermi: «Chi sono?»

2
Seduto in sala di attesa
con una cuffia verde in testa
in pendant con il copriscarpa –
mentre la dottoressa
si prepara all’operazione –
elaboro l’universo
con procedure standard
sia di non senso che di logica
per trovare una soluzione
all’esistenza.

*

COERENZA QUANTISTICA

1
La superficie levigata del lago
riflette immagini nitide –
sembra un mondo reale –
lì circoscritto vive la sua perfezione
finché un soffio di vento
lo cancella come una catastrofe.
Così è la realtà osservabile?
Un riflesso chiaro ma instabile
che ci pare sostanza.

2
L’entanglement quantistico
fa seriamente pensare
che la mente
possa essere influenzata
da particelle in coerenza quantistica
con quelle del cervello
ma situate altrove –
forse in prossimità di Saturno?
Ecco perché qualche volta
posso dire di avere Saturno contro.

*

LA MISSIONE DI PIETRO

In te amo tutti i figli che verranno –
tuoi e miei – la discendenza: coloro
che si aspettano da te
che tu riesca a eludere
i lacci della vita
le imboscate della pazzia
l’insidia della morte.
Io e loro ci aspettiamo
che tu sia capace
di correre sulla polvere
più veloce della fine
e raggiungere la meta.
Noi ci aspettiamo che tu cresca
sereno e pietoso
che tu possa darci il dono della vita.

*

SENZA LIMITI O SCADENZE

Mai si vorrebbe consegnare il corpo alla morte
ma se proprio dovremo – e si dovrà –
è bene fin d’ora abbandonare
ogni attaccamento alla materia
liberare la via alla felicità.
Perché di questo si tratta –
è proprio quello che vogliamo:
la nuda e cruda felicità.
E tutto il gioco – con impegno/ingegno –
consiste nel superare il limite
tra luce e oscurità
nella speranza di rimanere coscienti
e che quanto abbiamo prediletto
e coloro che ci hanno amato e amiamo
possiamo ritrovarli:
non si spenga per sempre
la coscienza della nostra esistenza –
se questa continuerà eterna
vorremmo solo gioia e una pista infinita
un percorso senza varchi
limiti o scadenze.

 

Roberto Maggiani è nato a Carrara nel 1968 e vive a Roma, dove insegna. Laureato in Fisica all’Università di Pisa, ha conseguito un Master di secondo livello in Scienza e Tecnologia Spaziale. Ha fondato, insieme a Giuliano Brenna, la rivista letteraria libera on line LaRecherche.it, di cui è coordinatore di Redazione e per la quale cura la collana di e-book “Libri liberi”. È Presidente dell’omonima associazione culturale. Ha pubblicato varie raccolte di versi, le più recenti sono: Scienza aleatoria (LietoColle, 2010), La bellezza non si somma (Italic, 2014), Marmo in guerra, con fotografie di Paolo Maggiani (Edizioni La Grafica Pisana, 2014), Angoli interni (Passigli Editori, 2018). Suoi testi e traduzioni dal portoghese sono pubblicati su varie riviste letterarie e antologie. Ha conseguito vari riconoscimenti, tra cui il premio Lerici Pea 2014 per la poesia inedita. Ha pubblicato il romanzo Affinità divergenti (Italic pequod, 2018). È giurato e Presidente del Premio Letterario Nazionale “Il Giardino di Babuk – Proust en Italie”. È giurato del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica promosso dall’Associazione italiana del libro, patrocinato dal Cnr e dall’Associazione italiana per la ricerca industriale (Airi). Per contatti: www.robertomaggiani.it

(Visited 26 times, 23 visits today)

1 Comment

  1. Roberto Maggiani 23/09/2018 at 1:58 pm

    Grazie Silvia per lo spazio che mi hai dedicato e per la scelta dei testi.

    Reply

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *