Poesia del nostro tempo presenta l’Archivio virtuale de L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e in altre lingue minoritarie.

Paola Alcioni è nata a Cagliari nel 1955. Vincitrice del primo premio nei maggiori concorsi di poesia in lingua sarda (Ozieri, Romangia, Posada) ha al suo attivo anche cinque pubblicazioni in prosa, tra cui due romanzi per ragazzi, Il segreto della casa abbandonata e Mordipiedi il tenebroso, entrambi per le edizioni “Condaghes”. Il romanzo La stirpe dei perduti, vincitore del Premio internazionale Junturas, è stato pubblicato dalla casa editrice “Il Maestrale”; Addia, romanzo lingua sarda scritto con Antonimaria Pala, è vincitore della sezione dedicata alla letteratura in lingua sarda del Premio Deledda nel 2008 (pubblicato dalla casa editrice “Condaghes”).
 
SALINAS (Saline)
Assoliendi
in sa spunda ‘e s’istadi
apu trisinau passus notzentis
in s’oru ‘e una salina streminada.
Unda morta, logus de solidadi…
Fradi, is ogus
chi ariseru in s’arta barandíllia
t’ant arrísiu,
ant connotu pesadíllia e prantu.
Imoi funt cantu ‘e sderruta
chi a fogu mi signat sa cara
abbruxada
de is bortas chi seu arruta
pesendimindi bianca de sali.
Apperdada spera…
Fortzis cras ant a essi bandera
in su bentu, luxenti ‘i avolotu
a sa strossa ‘e sa terra stimada,
tzérriu de feli di aciotu
a s’astori chi improsat sa cria.
Ma oi sa manu mia
a sa fraci abbrigada ‘e su bisu
s’est alliagada. Tui, fradi,
mi dd’as sanada, torrendimí
s’arrisu e spartzendi
s’amori po su matessi frori.
E chi in sa cara intzertas
repentina
callendisí
un’umbra ‘e scuriori,
no ti domandis
cantu àcua ‘e salina
ingenugada ap’a depi bufai
finas a mi pertungi
pramu e laras
e cantu caras ap’a pagai
speras giai sicadas
in su maladitu sidi perdali
de custa marigosa
làcana ‘e sali.
*
Sotto il sole
nella sponda dell’estate
ho trascinato passi innocenti
lungo il bordo di una sterminata salina.
Onda morta, luoghi di solitudine…
Fratello, gli occhi
che ieri nell’alta ringhiera
ti hanno sorriso,
hanno conosciuto incubo e pianto.
Ora sono canto di sconfitta
che a fuoco mi segna il volto
bruciato
dalle volte che sono caduta
rialzandomi bianca di sale.
Pietrificata speranza…
Forse domani saranno bandiera
nel vento, sfolgorante di rivolta
allo strazio dell’amata terra,
urlo di rabbia di frusta
al rapace che insidia la covata.
Ma oggi la mia mano
alla falce rovente del sogno
si è piagata. Tu, fratello,
l’hai guarita, ricambiandomi
il sorriso e condividendo
l’amore per lo stesso fiore.
E se nel volto scorgi
all’improvviso
addensarsi
un’ombra d’oscurità,
non domandarti
quanta acqua di salina
in ginocchio dovrò bere
fino a corrodermi
palmo e labbra
e quanto care dovrò pagare
speranze già inaridite
nella maledetta sete di pietra
di questo amaro
confine di sale.
(Visited 1 times, 1 visits today)