Ancora e camminare nei fiori
dalle mani ai fili ruvidi dell’erba
e stare a guardarsi stare e ridersi
di ritornare, dove hai lasciato i passi
e dove hai ricordato il paese che era lì,
dove erano stesi loro a parlarsi
vestiti di una domenica non si era detto
domani e partire presto, con i piedi di scarpe
e gli occhi nel sole e il sole nei palmi con voi
e la memoria di oggi, se ci siamo guardati
trovarsi, tra la sporta e un figlio e una vita
a vivere tra gli uomini muta.

 

***

 

Perché ridi, in un fiore tra le mani,
con le gambe contro il tavolo, fra la porta e il letto,
e le ginocchia sporche e le nocche umide,
perché restiamo e non è tornare ma è il fare oggi
e non andare, perché eravamo troppo giovani,
perché lasciare e ieri e domani e un’ultima volta
e non pensare, sapersi, dire la storia del lavoro degli altri
e guardarli con gli occhi ultimi e la tenerezza nei campi,
le zolle e i prati e i monti vostri, di chi li ha coltivati,
la terra è di chi l’ha perduta e di chi la ricorda e a volte dimentica,
la terra è alla terra e il pane di tutti, del vostro svegliarvi
con la stanchezza nelle gambe e il peso e una rabbia grande
e una promessa ancora, prima di cadere, di dare altre mani
e braccia e un viso alla vita e un vagito freddo la sera, e non partire.

 

***

 

Avrai paura, te lo dico chiaro,
te lo dico piano, ti dico guarda
perché avrai paura, per non confondermi
mentre ti insegno le misure esatte,
quelle che si trovano con le mani,
che c’è la luce giusta e la luce offesa
e un modo nostro per attraversare
la stanza senza indossare gli occhiali,
a tentoni, cercandosi con calma,
facendo differenza tra le forme
morbide che ha un corpo e gli spigoli
che sono di un armadio.

 

 

Carlo Selan nasce a Udine nel 1996 e attualmente studia Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Trieste. Nel 2017 fonda (assieme a Davide de Luca e altri scrittori/autori del nord est) la rivista culturale Digressioni  e crea, con la collaborazione di altri giovani autori di poesie e musicisti di Udine, il “collettivo artistico” Let us compare Mythologies, con il quale realizza serate di musica e poesia in vari luoghi del Friuli Venezia Giulia. Nel 2017 partecipa inoltre (come autore emergente selezionato) al Poetry festival di Faenza.
Alcune suoi versi inediti sono apparsi sulla rivista Digressioni, nel blog Laboratoripoesia e nel blog Letture a Margine. Dal 2018 è redattore di Poesia del nostro tempo, e collabora con il blog L’oppure e con la rivista Charta Sporca.

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