Poesia del nostro tempo presenta l’Archivio virtuale de L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e in altre lingue minoritarie.

Laura Marchig è nata a Fiume nel 1962. Ha vinto varie edizioni del Concorso di Arte e Cultura “Istria Nobilissima” e altri premi letterari, come il “Premio Hystria”. Ha pubblicato libri di poesia: Lilith (Siena, 1998); Dall’oro allo zolfo (Unione Italiana Fiume – Università Popolare di Trieste, 1998) e T(t)erra (EDIT Fiume, 2009 in cui è riproposta Lilith). Le sue poesie sono presenti in alcune antologie e sono state tradotte in varie lingue. Nel 2008 è stata nominata Cavaliere della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

da T(t)erra

LILITH

Fiochi de anima seca
dismissiadi in te la polvere
e impastadi de fango
per el corpo che se fa de acqua.

E già respiro e solo son una onda
son qua che tremo e amo la tua forma.
Una sc’ena xe una frecia
sul arco del Dio che ga colari de argento
e el ocio una letera de ’l alfabeto
cussì liquida che no ti ghe credi.
Quando se apri el tuono de la boca
el inghiotisi parole e cristali.
’Sti nostri corpi xe cussini dolzi
in tei abrazi rampadi
dove el amor diventa un globo
gira al ciaror de ’l Sol e de la Luna.

Da ’l incurvado prato de le stele
come un suon lungo de campane ariva.

Lilith – Fiocchi di anima secca / mescolati nella polvere / e impastati di fango / per il corpo che si fa di acqua. // E già respiro e sono solo un’onda / son qua che tremo e amo la tua forma. / Una schiena è una freccia / sull’arco del Dio che ha collari d’argento / e l’occhio una lettera dell’alfabeto / così liquida che non ci credi. / Quando si apre il tuono della bocca / inghiottisce parole e cristalli. / Questi nostri corpi sono cuscini dolci / negli abbracci sollevati / dove l’amore diventa un globo / gira al chiarore del Sole e della Luna. // Dall’incurvato prato delle stelle / come un suon lungo di campane arriva.

MIO AMANTE

Da chi no’ porta corona le Cariti
le passa via.
Ti incoronado de serpenti e użei
sospirando
amante mio, cussì ti caminavi
come una mula che par un gigante
fi o de Zeus, peto de viola
co’ le gambe tremende de una quercia.

Mio amante – Da chi non porta corona la Cariti / si allontanano. / Tu incoronato di serpenti e uccelli / sospirando amante mio, così camminavi / come una fanciulla che sembra un gigante / figlio di Zeus, petto di viola / con le gambe tremende di una quercia.

NUDO DE DONA

Sentada su le scale
i brazi piegadi indrio
la testa girada
se apri ’sta figura
con le sue ombre
su el bianco e su el nero
e no’ la ziga, e no’ la pianzi
pian la se inverigola
ciudendo el mal nel ben
co’ la anima sbusada.

Nudo di donna – Seduta sulle scale / le braccia piegate all’indietro / la testa girata / si apre questa fi gura / con le sue ombre / sul bianco e sul nero / e non grida e non piange / piano si attorciglia / chiudendo il male nel bene / con l’anima bucata.

Un ringraziamento alla casa editrice Edit di Fiume e in particolare a Lilly Venucci per il recupero dei materiali dei poeti di Fiume e dell’Istria.

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