Laboratorio di Poesia, a cura di Alfonso Maria Petrosino, esce di venerdì su ‘Poesia del nostro tempo’. Vengono commentati i versi degli aspiranti poeti del Laboratorio online e scelta la poesia della settimana.

Da Omero ai Franz Ferdinand il mito di Ulisse è sempre stato fecondo. Mariapia Crisafulli ne dà un’interpretazione interessante: Ulisse come una forza dell’Es (L’Ulisse bussa forte dal mio petto: / pretende che continui, / che amplifichi il suo viaggio. / È la coscienza folle di ogni uomo / schiavo di sé stesso, / di quello che è il suo esule vissuto / in una vita che mai gli basta), ma l’abbondanza di spiegazioni esplicite (Fino a scoprire che il vero ritorno / sarà il tragitto con tutte le sue insidie / e non l’arrivo sperato; / fino a capire che il vero ritorno / sarai tu, rinato forte) rischia di annacquare la forza dell’idea. Nella poesia Le notti di Prometeo la breve scena descritta e una paronomasia concettosa (bevo tè e mi sorprendo / nel fuoco che arde / la legna, che incendia le lagne / di tutti rimpianti / che non rimpiango / d’avere) esprime qualcosa di analogo in modo forse più efficace.

Le poesie di Claudio Bizzi alias Horion Enky dichiarano schiettamente senza necessariamente soffermarsi sulle sfumature, fornendo in compenso dovizia di dettagli; che l’argomento sia un’allocuzione alla notte (Puntuale notte arrivi a farmi compagnia, / seguita dai fantasmi dei miei ricordi, / nei deserti della solitudine, dove un lieve vento sposta la sabbia, / facendo intravedere scheletri di un passato mai sopito) o la presentazione di se stesso come di un pellegrino vagabondo (Io son pellegrino nel mio vagabondare, / non calzo scarpe nuove / e non porto con me nemmeno un bagaglio, / ma solo una povera bisaccia, / dove conservo il mondo intero, / scritto sulla carta, per non dimenticarlo). In un’altra si prodiga nel generoso consiglio di non innamorarsi di un poeta; qualora dovesse accadere, però, conclude ricorrendo impavidamente alla rima cuore – amore (tu tienilo ben stretto dentro, nel tuo cuore / e per l’eternità avrai il suo amore).

Per Giorgio Morandi di Teresa Tosi (poesia della settimana) non è solo un’ecfrasi generica di nature morte. I verbi all’infinito ad ogni inizio di strofa che si correlano ai participi passati che le chiudono (Guardare – rinnovati; Vivere e pensare – esasperati; meditare – dilatata) e il silenzio ad ogni strofa ribadito rendono più vivido l’omaggio e personale.

Per Giorgio Morandi

Guardare di Morandi le bottiglie
vasi e fiori di ciotole ricolme
di silenzio e di parole sottovoce
che l’animo in ascolto possa udire
I paesaggi tenui dei quadri
le sfumature azzurre
i bicchieri con le caffettiere
ogni giorno rinnovati

Vivere e pensare in poco spazio
guardare oggetti familiari
nella stessa stanza silenziosa
nella dimestichezza delle ore
nella tenerezza dei colori
e consolare la fatica di chi vive
nei ritmi di un lavoro esasperati

Meditare le linee degli oggetti
contemplarli nei riflessi del silenzio
per udire le parole del profondo
in una lunga attesa dilatata

 

Alfonso Maria Petrosino ha pubblicato tre libri di poesia, Autostrada del sole in un giorno di eclisse (Omp, 2008), Parole incrociate (Tracce, 2008) e Ostello della gioventù bruciata (Miraggi, 2015). La sua poesia, che descrive luoghi e situazioni in relazione a un paesaggio urbano e all’umanità che lo abita, si avvale di una metrica precisa e raffinata. La redazione di Poesia del nostro tempo ha scelto Alfonso Maria Petrosino per impersonare la figura del maestro, capace di leggere attentamente e suggerire soluzioni, anche ai neofiti della poesia, proprio per la sua capacità sia di aderire al “canone”, alla tradizione, che di frequentare i nuovi palcoscenici della poesia, dagli happening e performances al poetry slam, essendo stato campione indiscusso di queste scene per molti anni.

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