FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA EUROPA IN VERSI

LA POESIA E IL VIAGGIO

SABATO 19 MAGGIO VILLA GALLIA – COMO

 

Da Il colore dell’oscurità (Lietocolle 2017)
Traduzione di Laura Garavaglia e revisione di Nicola Verderame

 

PRIMULE E UNA PISTOLA SCARICA

Ho sempre sfidato a duello i miei nemici
con una pistola scarica
invece ho offerto loro un mazzo di primule

Quando ho incontrato il mio torturatore in ospedale molti anni dopo
anche se nascondeva il suo volto per la vergogna
gli augurai di guarire presto e chiesi perché soffrisse
e misi nella sua mano le primule che avevo raccolto nella cella.

Ho lottato, lottato davvero senza alcuna menzogna
contro fascismo, imperialismo e capitalismo
ma grazie a dio non ho mai ucciso o ferito nessuno
invece ho lanciato primule nelle piazze.

Gli amici mi dicevano non tenere una pistola scarica
è più pericolosa di quando è carica
ho capito cosa volevano dire
Invece ho riempito la canna di primule.

Quando bevevo troppo
ricordavo le mie vere pene e mi commuovevo
e il mio pianto era come un fiume in piena
ma poi non gli davo alcuna importanza
invece guardavo le primule nel cielo

Ho riso molto e ho offerto il mio cuore a ogni donna bella
con l’espressione del viso seria
pur sapendo che sarei stato respinto
ho fatto infinite offerte d’amore
e con la fantasia mettevo primule nei loro capelli .

Quando le mie donne mi lasciavano
dicendo che ero insopportabile, non mi sono mai rifugiato
in scuse annacquate, ho offerto loro
primule raccolte sull’orlo del precipizio

Amavo le vie a fondo cieco perché erano come me
cercavo anche il sole in queste vie
così i miei amici mi consideravano frivolo
coglievo primule dai miei fianchi doloranti
che usavo per farli stare zitti.

Ho cantato canzoni così oscene
canzoni che educavano all’amore
e pensavo che ho più di cinquant’anni
e ancora colgo primule,
Come vedi sono una pistola vuota
che si rifugia nelle primule
e inutile quanto la poesia in duello.

GAZA

Ieri ho visto la morte, era senza ali
Era nell’aria, pioveva

Qui, tu sei a Gaza dove si è accampata la morte
L’aria sembra lacerata da un coltello
Il sole è un urlo cieco
I suoi occhiali tacciono
Gli alberi sono cadaveri
I minareti non si slanciano verso il cielo ma verso il nulla

I bambini, bambini, bambini di Gaza
Strade, mercati, case pieni di bambini
Gaza con le sue sagome di bambini è un gigante che combatte il nemico.
Bambini che cantano nel grembo della morte
Bambini silenziosi come santi, religiosi come musulmani
Aspettano che si plachi la voce delle pallottole
Riempiranno i campi
e abbracceranno le loro morti senza ricordare la fame

Vecchie donne con tuniche
Case, strade, sorvegliano la vita spalla a spalla
La pazienza è dipinta sui loro volti
Senza speranza, arrabbiati, tristi, vendicativi
Come un urlo che si leva al cielo
Come promesse
Stanno come una parte di cielo

Qui, sei a Gaza
La morte a Gaza è come un gioco da bambini
È come mangiare pane e olive a colazione
È come l’amore dei giovani
La morte a Gaza è come una statua di bronzo
A cui guardano tutte le finestre

La morte lavora come la mente di Gaza
*
Qui, tu sei a Gaza
In fiamme
Dove la morte ha ingoiato la lingua
Gaza è un come un palloncino esploso

Cosa possono fare i poeti Arabi
le canzoni puzzano di bruciato in Galilea
Gaza è un limone giallo in mezzo al deserto
Da un lato, è spremuto da mani invisibili
Con una pressa d’acciaio
Dall’altro, stanno i nemici
Come una nuvola di morte
Gli occhi di Gaza si sono asciugati per il pianto
Così ora da Gaza esce il cadavere di Dio.

SERA SUL LAGO DI COMO

La notte
Fa indossare un cappello di luce
Al lago di Como

Sono prigioniero di questo corpo mortale
(Il mio viaggio è da dentro di me a dio)
Sto sorgendo come una stella nel cielo

ÇUHA ÇİÇEKLERİ VE BOŞ BİR TABANCA

Boş bir tabancayla düello yaptım
düşmanlarımla hep
ve bir demet çuha çiçeği uzattım onlara

İşkencecime rastladığımda yıllar sonra hastanede
utancından yüzünü saklasa da
geçmiş olsun dedim, neyiniz var diye sordum
ve hücrede derlediğim çuha çiçeklerini tutuşturdum eline

Savaştım savaşmasına yalan yok
faşizme, emperyalizme ve kapitalizme karşı
ama şükür öldürmedim kimseyi yaralamadım da
çuha çiçekleri fırlattım meydanlara

Boş tabanca taşınmaz dedi dostlar
daha tehlikelidir dolusundan
anladım demek istediklerini
ve çuha çiçekleri sürdüm namluya

Fazlaca kaçırdığımda alkolü
hakiki dertlerimi anımsayıp içlendim
ağladığım da oldu sel gibi ama
boş verdim kuruntu olanlara
ve çuha çiçeklerini seyrettim gökteki

Bol bol kahkaha attım, her güzele meyil verdim
bir parça ciddiyet takınıp yüzüme
kabul edilmeyeceğimi bile bile
aşk tekliflerinde bulundum
ve hayal de olsa çuha çiçekleri taktım saçlarına

Sevgililerim terkettiğinde beni
çekilmez olduğumu söyleyip, sudan bahanelerle
darılmadım hiç, bir uçurum kenarında
topladığım çuha çiçeklerini sundum onlara

Çıkmaz sokakları sevdim, kendime benzettiğimden
güneşi aradım bu sokaklarda da
ciddiyetsiz buldu bu yüzden beni arkadaşlarım
sızlayan yerlerimden derledim
susturmak için ağızlarına sürdüğüm çuha çiçeklerini

Şarkılar söyledim, açık saçık
sevda üstüne ders verici
oysa ellisini çoktan devirdim
çuha çiçekleri topluyorum hâlâ

Boş bir tabanca gibiyim vesselam
çuha çiçeklerine sığınmış
düelloda şiir gibi yaramaz

GAZZE

Dün ölümü gördüm, ölüm kanatsızdı
Yağmur gibi yağıyordu havada

İşte ölümün divan kurduğu Gazze’desin
Hava bir bıçakla yırtılıyor sanki
Kör bir çığlık güneş
Camları cam gibi suskun
Ağaçların cesetleri ceset gibi
Minareler gökyüzüne değil hiçliğe yaslanıyor

Çocuklar çocuklar çocuklar Gazze’nin çocukları
Çocuklar sokak sokak çocuklar çarşı çarşı çocuklar ev ev
Gazze düşmanla çarpışan çocuk gölgeleriyle bir dev
Ölümün kucağında şarkı söylüyor çocuklar
Çocuklar azizler kadar sessiz müminler kadar dindar
Kurşun sesleri dinsin diye bekliyorlar
Bir anda dolduracaklar alanları
Açlıklarını unutup ölülerine sarılacaklar

Ehramlarına sarınmış yaşlı kadınlar
Evler sokaklar omuz omuza hayatı koruyorlar
Sabırla çizilmiş yüzleri
Çaresiz asabi acılı kindar
Göğe ağan bir çığlık halinde
Göğe ağan yeminler gibi
Göğün bir parçası gibi duruyorlar

İşte Gazze’desiniz
Gazze’de ölüm çocukların oyunu gibi
Sabahları kahvaltıda zeytin ekmek gibi
Sevişmek gibi gençler arasında
Gazze’de ölüm tunçtan bir heykel gibi
Bütün pencerelerin baktığı

Ölüm aklı gibi çalışıyor Gazze’nin
*
İşte Gazze’desiniz
Ateşler arasında
Ölümün dilini yuttuğu ateşler arasında
Gazze sanki patlamış bir balon

Neylesin Arap ozanlar
Yanık kokar artık Celile’de türküler:
Gazze çöl ortasında bir sarı limon
Bir yandan görünmez eller sıkar
Çelikten bir cendereyle
Bir yandan düşman
Ölümden bir bulut halinde
Ağlamaktan kurumuş gözyaşları Gazze’nin
Gayrı Gazze’den tanrının cesedi çıka

COMO GÖLÜNDE AKŞAM

Gece Işıktan bir şapka giydiriyor
Como gölüne

Ben, şu ölümlü bedenin tutsağı
(Yolculuğum kendi içimden tanrıya)
Yıldız gibi yükseliyorum göğe

 

Metin Cengiz è poeta e scrittore, nato il 3 maggio 1953 a Göle/Kars (ora Ardahan). Ha frequentato la Göle primary School (1964), la Kars Alparslan High School (1972), e si è laureato alla Erzzurum Atatürk Universty, Schools of Basic Sciences and Foreign Languages, Departement of French (1977). Durante i suoi anni all’università, per un breve periodo, ha lavorato come ufficiale civile all’Istituto Statale di Statistiche(1973). Ha lavorato come insegnante di francese alle scuole superiori di Erzurum (1977-78), Posof (1977-78), Kars (1977-80), Artova (1980-83), Istanbul (1983-87) e Mus (1987). Nel frattempo ha completato i suoi studi alla Marmara University, Dipartimento di Francese.
Dopo il golpe militare del 12 settembre 1980, fu imprigionato per due anni perché dissidente. Durante i suoi anni di insegnamento fu mandato due volte in esilio e sospeso dal lavoro. Dopo aver lavorato come insegnante a Muþ, diede dimissioni e tornò a Istanbul dove cominciò a lavorare come correttore di bozze, editore e traduttore presso case editrici. Riprese l’insegnamento dopo il 1993 e si è poi ritirato nel 2002. Oltre al suo lavoro di traduttore ha scritto numerosi articoli sui problemi della poesia nelle riviste Hurriyet Gösteri, Varlýk e in numerosi giornali. Nel 2005, insieme ad alcuni amici ha fondato la Diagraf Publishing House.
Il suo primo articolo intitolato “Nasil Siir” (Che genere di poesia) fu pubblicato sul quotidiano Demokrat, ed altri articoli nelle riviste Broy, Varlik, Adam Sanat, Edebiyat ve Eleþtiri, Bahçe (Antalya), Düsün, Yasakmeyve, Parantez, Siiri Özlüyorum (Nigde), Ötekisiz, Siir Oku, Siir Odasi, Mor Taka (Trabzon), Pitoresk e Yazko Edebiyat. Ha preparato e presentato un programma televisivo intitolato “Siir ve Resim” (Poesia e Pittura) alla Karadeniz TV nel 1988. Ha ricevuto il Behçet Necatigil Poetry Award nel 1966 con il suo libro intitolato Sarkilar Kitabi (Il Libro dei Canti). Già noto per i suoi articoli sulla poesia fin da giovane, il poeta è diventato uno dei pionieri del periodo post 1980, con i suoi articoli teorici e le discussioni sulla poesia. Alcuni di questi articoli sono stati pubblicati in un libro con il titolo Þiirin Güxü (Il Potere della Poesia, 1993).
Una raccolta delle sue poesie, da titolo Il colore dell’oscurità, tradotta da L.Garavaglia e N.Verderame, è stata pubblicata nel 2017 in italiano dalla casa editrice Lietocolle.

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