Poesie tratte dalla raccolta Colline (Ensemble, 2018) di Emilia Vetere

Termini

Definisci i Termini
delle mie notti instabili
E di giornate sature,
svuotate in un flacone.
Non c’è altra direzione che
sappia dare ai miei passi,
Tu, strada, Termini nella stazione.

Ragazze, amici, occupazioni e amore
languono sul filo della spada
Che rende ognuno dei miei sogni inerme,
atrofizzato tra le vie di Termini.

 

***

 

Alchimia del terrore

Dimmi
se devo morire
nel nome di una convinzione e
di mazzi di pezzi di carta,

Dimmi se non ti riguarda,
Se la paura negli occhi
non era la tua
e i pianti e i gridi
non chiamavano te.

Non è solo un luogo,
non è solo un giorno
in un punto del mondo.

Dimmi, ancora, quante bocche
stanno sputando sentenze
gelate, volendo ignorare

Che è qualcosa di più grande, un velo
che ci avvolge uno a uno,
sotto lo stesso cielo.

 

***

 

In un giorno felice

Non all’altezza
di ciò che mi gira
in testa: Questo.

Una dei tanti nessuno
tra i miei schemi
inerti.

Nulla che sia
più piacevole, ormai.
Non più lo speziato sentore
di trasgressione
nel divertimento,
Non ancora un premio
al mio (forse) talento.

Ma in un giorno felice
non avrò mai detto questo.

Difficile, no, impossibile,
volevo dire,
Stabilire – o provarci soltanto
l’altalenante andamento
dell’alto
e l’abisso.

Il fulcro della mia leva,
l’ultimo,
unico punto che ho fisso
È il disequilibrio.

Fossi una fenice,
avrei finito presto
anche la cenere
da cui rinascere;

Ma in un giorno felice, io
non avrò mai detto questo.

 

 

 

Emilia Vetere nasce nel 1997 a Roma e qui trascorre la sua vita. Frequenta il liceo classico, ma sceglie in seguito di approfondire la propria passione per le arti visive diplomandosi come truccatrice e scoprendo così gli effetti speciali.  Colline (Ensemble, 2018) è la sua prima pubblicazione.

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