[Silvia Salvagnini sarà ospite sabato 7 luglio del Poesia Festival La Punta della Lingua, di cui Poesia del nostro tempo è media partner.]

Poesie tratte da Il seme dell’abbraccio (Bompiani, 2018)

silenzio, sgusciare
attraversare ogni labirinto
da avere i piedi rossi
gonfi, stanchi, rotti
chinarsi, perpetuare.
dimmi pure
che sei stanco amore.

abbiamo attraversato
questi mesi pieni di voci
campionature, stralci di noi
stracci e pezzi di noia asciutta
ferma lì impalata.
adesso, ce lo aspettiamo
un poco di silenzio
per vedere le cose.

 

***

 

allora so per certo
che non ho più voglia di parlare
di questa rabbia rompi culo
che ho visto i drogati
che ho visto questo cancro
in ospedale e in camera mia
che ho visto un minuto,
sbucciate ginocchia.
intrufolata in vari pantaloni
stancata delle perfezioni
del ventilatore
contenta di questa energia
che viene e va via.

 

***

 

casa.
piove sopra il tetto
io sono asciutta
e quello che so non mi basta.
non si è messi a nudo
si è pezzi di noci sul divano

 

luce leggera luce di sera
luce del mio motore
del motore a scoppio
del motore che nessuno
disinneschi ninna bambina
lasciata sola lasciata prima
ninna bambina bambina ferita
ninna imparata a lasciare ogni mano
mano desiderata mano delicata
ninna bambina bambina non tenuta
ninna brilla luce di bosco luce di rovo
brilla sempre anche da sola/io trovo
trovia di fuga passaggio direzionale
luminosa aerea distanza sopravvivitale

 

***

 

come socchiuse le tue palpebre
sono serrande, tele celate
lenti sipari di teatri di fate
e poi senti picchi
brevi terremoti, strilli
e stringi i lembi degli occhi
fai giostre di ciglia e tocchi
fai ruote di dita e dici
le tue parole di appenarrivato
di appenanato, le tue parole
senza lingua ma di moti di bocca
di moti di aria/come moti di stoffa.

(e piangi di urla che non conosciamo
piangi dolori di aghi segreti
piangi di muscoli e organi tesi
piangi carezze del corpo certezze
piangi singhiozzo/piangi stranezze)

 

***

 

e tra di noi noi proviamo
ossa discorsi tutto il pensare
ossa discorrere tutto
e tra di noi noi riposiamo
noi proviamo e tra di noi
noi coloriamo noi proviamo
e tra di noi noi proviamo
tra tutti i fili sciolti i venti
i perturbamenti aperti
l’uragano di polveri/il disperso
l’aggomitolarsi di manca tempo
il senza filo senza senso
il nostrotempo/era dimensione
tra di noi discorrere e ancora
noi connessi tra di noi/noi proviamo.

 

***

 

amore mio qui l’andare delle cose
ci fa tutti ammalare
l’andare delle cose
porta questa lingua piana
porta questa parola muta
che io uso, oso per dirti
dirti amore siamo disperati
non disperare.

tua moglie si rifiuta di stirarsi i capelli
tua moglie si rifiuta di depurarsi
di allenarsi, tua moglie reclama
il disordine di amarsi

 

***

 

sarà arrivato il tempo di tagliare le trecce dicembre
perché sopraggiunta una grande voglia di fare risate
di lanciare sassi, pietre a palate, soprammobili
organismi, lavapiatti, lavatrici e relativi filtri.
sarà arrivato il tempo di disfarsi di organizzazioni
cene di classe, pic-nic, happy meal, silhouette
stivali di vernice, oversize camicie.
sarà arrivato il tempo della rinuncia, del frega niente
della spunta, del giro del mese, del fine anno
saluto ogni inganno.
scegliamo forme usuali, una poesia scolorita
sdilinquita, nessun dispiacere, nessun timore
lasciamo tutto, che ne ha gran bisogno
lasciamo/alla vita.

mi mancano le cabine telefoniche
mi manca l’azzurro.

 

 

Silvia Salvagnini è nata a Venezia nel 1982. Ha esordito nel 2004 con le poesie di Silenzio cileno (Auteditori), seguite da I baci ai muri (Mimisol 2006).
Nel 2009, con l’opera laelefantevolante, ha vinto il premio per la poesia contemporanea Antonio Delfini, a cura di Nanni Balestrini.
Ha pubblicato gli albi illustrati L’orlo del vestito (Sartoria Utopia 2016) e Il giardiniere gentile (VerbaVolant 2016).
Nel 2015 è stata tra i poeti ospiti alla Sorbona, a Parigi, per il convegno Génération 80, come una delle voci più originali della sua generazione.
È pianista e illustratrice. Realizza concerti in cui parole, immagini e musica si mescolano per dare forma a una poesia viva.

Un ringraziamento a Giunti Editore per la gentile concessione

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