Dalla raccolta Per metà del cielo (Thauma Edizioni, 2013)
Traduzione di Michele Obit
VRATA
Ne preostane nič,
ko zaloputneš vrata.
Znotraj je zunaj
in zunaj je noč.
Olesenelo je
čakánje trka,
ugreznjen v predpražnik
je korak.
Iz shrambe že zaudarjajo
spomini,
kava se hladi.
Vrata težka sredi stene
režejo na pol:
telo, ki se ugnezdi,
in misel, ki odleti.
Na steni glasno zamolči
zadržani čas.
Nič preostane,
ko zaloputneš vrata.
Zunaj je znotraj
in znotraj je noč.
LA PORTA
Nulla che rimanga
quando sbatti la porta.
Dentro è fuori
e fuori è notte.
Rigida è
l’attesa del battere,
sprofondato nello stoino
sta il passo.
Dalla dispensa già si sente
il cattivo odore dei ricordi,
si raffredda il caffè.
La porta pesante al centro della parete
taglia a metà:
il corpo, che si annida,
ed il pensiero, che se ne va.
Sulla parete ad alta voce tace
il tempo trattenuto.
E il nulla rimane
quando sbatti la porta.
Fuori è dentro
e dentro è notte.

***

VPRASANJE
Ko te zvečer, tik preden zaspim,
vprašam, kdo si
in kdo te je spustil v moj dom,
se nasmehneš.
Sanjam velika vrata,
kakor knjiga se razpirajo
v domovanje.
Slišim tvoj glas,
ki oživlja meni neznane
črke. Z vsem telesom
se naslanjam na platnice,
a pred vrati sem
majhna in šibka.
Kako, majhna in šibka,
ubranim naj tišino?
Prepotena se zbudim
in ti še vedno tu.
Spet vprašam te, kdo si
in kdo te je spustil v moj dom,

a se nasmehneš,

misliš, da govorim v snu.
DOMANDA
Quando la sera, prima di addormentarmi,
domando chi sei
e chi ti ha lasciato nella mia casa,
sorridi.
Sogno grandi porte,
come un libro si schiudono
nella dimora.
Sento la tua voce
che risveglia in me segni
sconosciuti. Con tutto il corpo
mi appoggio alle copertine
ma di fronte alla porta sono
piccola e debole.
Come, piccola e debole,
posso preservare il silenzio?
Mi risveglio, rivoli di sudore densi,
e tu sei ancora qui.
Di nuovo ti domando chi sei
e chi ti ha lasciato nella mia casa,

ma sorridi,

sta parlando nel sonno, pensi.

***

ZA POL NEBA
Posedali smo kot ptiči
na najvišjih vrhovih
sosedove češnje in svetloba
je lila po dlaneh in čez,
po vejah in deblu
do tal. Po pobočju do morja
so žvrgolele sestradane želje
po dnevih brez ur,
ki smo jih zlagali kot dragocen nakit
okoli zagorelih vratov
in se učili, kako se senca
vedno pomika s soncem.
Nismo zaklepali vrat hiš
iz vonja borovcev.
Vsak je imel svoj ključ,
ki je odklepal tudi morje
na ogreti površini,
da smo padali v shlajene globine
kot cirkuške opice
in se vračali vsakič za las
večji.
Ko smo zvečer opazovali posledice
igre, smo molčali,
ker nismo imeli besede
za konec,
ki prihaja vedno od daleč in je majhen,
kakor pikica na obzorju,
preden postane ladja,

velika, če pogledaš od spodaj navzgor,

za pol neba.
PER META’ DEL CIELO
Ce ne stavamo come uccelli
sulle punte più alte
del ciliegio dei vicini, e la luce
si spargeva per le mani e oltre,
per i rami ed il tronco sino
a terra. Lungo il declivio sino al mare
cinguettavano le estenuate fantasie
per i giorni senza ore
che componevano come un prezioso gioiello
attorno ai colli abbronzati
imparando come l’ombra
si muove sempre con il sole.
Non chiudevamo le porte delle case
costruite con l’odore dei pini.
Ognuno con la propria chiave
che anche il mare apriva
sulla superficie riscaldata
perché cadessimo nella raffreddata profondità
come scimmie del circo
e tornassimo ogni volta impercettibilmente
più grandi.
Quando la sera consideravamo le conseguenze
del gioco, tacevamo
perché non avevamo parole
per il finale
che arriva sempre da lontano, è piccolo
come un puntino all’orizzonte
prima che diventi una nave,

grande, se la guardi da sotto in sù,

per metà del cielo.
Miljana Cunta, classe 1976, è una poetessa slovena. Laureata in Letteratura Comparata e Inglese e ha conseguito in Master sulla Poesia inglese nel periodo vittoriano presso l’Università di Lubiana. Si è occupata di organizzazione culturale, traduzione e lessicografia. Ha diretto per alcuni anni il Festival Internazionale di Letteratura di Vilenica. Ha pubblicato sulle riviste “Sodobnost”, “Nova revija”, “Lirikon”, “Poetikon”, “Zvon”, “Tema”. Sue poesie sono state trasmesse alla radio per i Notturni letterari. Vive tra Sempeter, vicino al confine italo-sloveno, e Lubiana. Il suo primo libro, Za pol neba (Per metà del cielo), edito nel 2010 dalle edizioni Beletrina di Lubiana, e ha ricevuto le nomination per il Premio Veronika e il Premio Jenko, ed è stato tradotto in italiano da Thauma edizioni (2013).
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