Poesia del nostro tempo presenta l’Archivio virtuale de L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e in altre lingue minoritarie.
Francesco Di Stefano è nato a Roma nel 1947. Per lavoro ha viaggiato a lungo all’estero, soggiornando per sette anni in Mato Grosso (Brasile). Dal 2003 vive ad Amatrice. Dall’esperienza brasiliana è scaturito il romanzo Il bambino che attraversò il mondo come una meteora (Altromondo, Padova 2007). È autore di poesie in libretti stampati in proprio, a tiratura limitata: Canzoniere minimo, L’incorporea amante (Poesie 1979-81), Le radici degli anni (poesie 1962-2002), L’incorporea amante (Poesie 1979-81), Sulle ali dell’anima (quartine, 2003-2010 e disegni, 1978- 1981), La dico tutta come me la sento (sonetti in lingua pseudo-romanesca sull’attualità socio-politica fino al 2009), Navigando per ignoti mari (1970-2011). Ha pubblicato inoltre Er monno gira ancora come allora. Sonetti satirici (CFR, Piateda 2013).
Articolo di aggiornamento dall’Annuario 2015: qui.
Nella foto, uno scatto del poeta: l’Appia antica come si presentava nel 2015.

 
da Er monno gira ancora come allora
Er tritacarne de la storia
Nun ostante ch’esperti capoccioni
s’affanneno attorno ar capezzale
de st’ammalato monno occidentale
facennoje massicce trasfusioni
de fresco e de sonante capitale
p’ariportallo in bone condizzioni,
sembra propio ch’er morbo e l’infezzioni
ormai ciavranno n’esito fatale.
Ner corzo de li secoli passati
de civirtà ne so’ cascate a frotte,
puro l’imperi mejo organizzati
so’ finiti co l’ossa tutte rotte.
Quanno li tempi se so’ maturati
se tira la catena, e bona notte!
Il tritacarne della storia.// Nonostante che esperti governanti / si affannino intorno al capezzale / di questo malato mondo occidentale / facendogli massicce trasfusioni // di fresco e di sonante capitale / per riportarlo in buone condizioni, / sembra che il morbo e le infezioni / dovranno avere un esito fatale. // Nel corso dei secoli passati / di civiltà ne sono cadute a frotte, / anche gli imperi meglio organizzati // sono finiti con le ossa rotte. / Quando i tempi sono maturi / si tira la catena, e buona notte!

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