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Poesie tratte dalla raccolta Ex voto di briganti assassini fate santi contadini (FrancoPuzzo Editore, 2017).

 

UN TAGLIAGOLE
(ballata per un uomo cattivo)

C’era una ragazza dentro il porto di Ruen
c’era una ragazza con un coniglio dentro un sacco
e un gatto marzolino legato all’alluce sinistro
C’era una ragazza dentro il porto di Ruen
non aveva dote e neppure un buon odore
il suo corsetto azzurro cenere
era un tenero richiamo per marinai, allodole e albatri ubriachi
C’era una ragazza dentro il porto di Ruen
che un tempo sapeva ammaestrare le rane e battere a macchina
ora conta le acciughe sui gradini del porto
in attesa di un macellaio di fortuna
o di un cane da riporto
niente di serio, niente di importante
dopo l’ultimo tagliagole in limousine
animale ingombrante
Le promise rondini dorate
e le decorò il costato con perle atrofizzate
Dissecato il ventre con sette aborti malriusciti
un epitaffio annunciato fra i suoi lombi ricuciti
C’era una ragazza dentro il porto di Ruen
amò rabbiosamente
e quando la ripescarono fra i flutti
non le trovarono in bocca
neanche un dente

 

 

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QUATTRO ARPIE

Ho perso gli orecchini che mi hai regalato
dentro il fondo di una tappezzeria sgualcita
e quella foto di me bambina con mio padre
e un domatore di scimmie, che mi piaceva tanto,
l’ho lasciata andare
Ora faccio colazione
pane tostato e rivoluzione
ma Lenin è stanco e abbruttito
come i lombi stropicciati di un’avvenente parigina
Non sono abbastanza vecchia per la nostalgia
nè abbastanza giovane per le barricate
ho un contenzioso con dio che non mi fa dormire bene
e il mio cane questa notte è tornato malconcio
dalla sua battuta di caccia all’amore
anche lui come me ghiotto di miele e dolore
ma la pentecoste è alle porte
e saremo insolitamente tutti un po’ più sani
e il tempo è un gentiluomo che non conosce le buone maniere
porta un fiore in bocca e quattro arpie nel taschino
sempre in combutta con un nano ballerino
Intanto la polvere passa e si accumula sul passato
sopra le mie memorie stanche
nei bauli dismessi
fra i rossi panieri della festa
sul colletto del mio vestito di verbena
dentro le credenze dorate
fra le tue lettere spezzate

 

 

Francesca Martinelli, artista visuale e performer, nata a Udine, vive e lavora a Trieste. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte G. Sello di Udine si è laureata in Storia dell’Arte con indirizzo semiologico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste. In seguito ha concentrato la propria ricerca nell’ambito delle Avanguardie Storiche del ‘900 e del loro sovvertimento del tessuto sociale e culturale. Dopo aver frequentato l’Accademia Nico Pepe di Udine, ha studiato a Bologna a fianco di Loriano della Rocca, allievo di Kantor, scegliendo per il suo percorso teatrale un indirizzo sperimentale avanguardistico. Fondamentale, sin dagli esordi della sua ricerca artistica, è la parola, sia essa detta o scritta.
Numerose le sue performance e esibizioni, è docente di Storia dell’Arte Contemporanea, Disegno anatomico e Decorazione presso l’Università Popolare di Trieste. Nel 2015 ha esordito in poesia con Ex Voto di fanciulle, madri, volpi in furibonda anarchia (FrancoPuzzoEditore, Trieste). Nel 2017 esce sempre per la Franco Puzzo Editore Ex Voto di briganti assassini fate santi e contadini.

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