da Variazioni sulla cenere (Amos 2017)
CENERE, O TERRA
1
Cenere, o terra: mite
alto fusto di platano
si staglia sul cemento che rinserra.
L’hai seguito come guardandoti allo specchio:
fuga di verdi, un’ombra di cinigia,
poi giallo cupo, nudo ramo e secco.
Ora piccoli bozzoli puntuti
splendono quasi neri sopra il grigio.
Stelle di cenere, o terra. Giorni muti.
7
Caro Giovanni, non so se tu sia stato
sulle coste del Sulcis, dove il mare
può andarsene col sole, ritrovata eternità,
ma la terra è scavata di miniere,
piombo, carbone e zinco,
e la roccia conserva il sapore di cenere,
o terra bruciata nei cunicoli per spaccare i filoni,
le ossa dei minatori erano nere, scheggiate,
e la montagna oggi ha il fianco devastato,
il ferro è ruggine e l’antico capitale
ha scelto da tempo altri luoghi per produrre
ricchezza e miserie, le eterne
non eterne disparità,
il suo impuro moto.
Ma so che anche per questo, al tuo funerale,
si alzava su parole di Fortini,
strozzato il canto dell’Internazionale.
11
Il museo dell’Istituto Minerario
non ha cenere, o terra nelle teche
polverose. Mutazioni
di roccia, piuttosto,
calciti coperte di zinco, pietre
cariate e contorte, sezioni abissali
in cui ci guida un taciturno collega,
più Stazio che Virgilio.
Parla di pozzi, ripiene, gallerie,
dove animali del buio strascinavano carri,
mostra lo strazio dei teschi, puntute
picche, lingotti di piombo,
carbone ancora spurio, argento in foglia.
Sembra di udire il rombo
del silenzio in mezzo alle macerie.
Le cose gravi e serie
che cadono sul fondo e che si eclissano.
In un angolo, su sfondo quasi anonimo,
splende la perfezione cinerina
di una trilobite. Lungo le vie di Iglesias
corrono cani di piccola taglia.
Fabio Pusterla (1957) vive tra Lugano e la Valsolda, e insegna letteratura italiana presso il Liceo di Lugano e l’Università della Svizzera Italiana. Collabora a giornali e riviste in Italia, in Svizzera e in Francia, e dirige la collana poetica Le Ali, dell’editore milanese Marcos y Marcos. Attivo come saggista e traduttore, è autore di sette principali raccolte poetiche parzialmente riassunte nell’antologia Le terre emerse. Poesie 1985-2008 (Einaudi, 2009). Tra i volumi più recenti,
Argéman (Marcos y Marcos 2014) e Variazioni sulla cenere (Amos 2017).

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