Una selezione di poesie inedite

 

Vespe

Vorrei ritirarmi
dentro una siepe
dove le vespe lavorano le case,
dove la luce non è che lucore,
e riposare
in un ordinato simmetrico scambiarsi
di voli,
abbandonare il mondo, di fuori,
al suo ronzio ininterrotto.

 

 

Moltitudini

Moltitudini
di ritorno dal sale,
da sieste, da creme,
cocomeri, bruciature,
sono stipate
sul treno del rientro, direzione
centro città.
Cappelli tondi lillà,
maglie sgargianti, orpelli,
abbronzature Nivea dipinte
sulle epidermidi.
Ma nel vagone Atac
una ragazza fa luce
tra l’afa che scoppietta e il sudore,
capelli biondi, caschetto.
È gialla girasole.
Esce alla terza stazione
e anche un ragazzo,
smilzo, introverso, due porte più in là,
sguardo a terra, fa
un passo alla luce.
Lui è blu anemone.
I loro colori s’abbracciano,
al tornello,
mischiati poi
davanti l’uscita.
Sono scesi entrambi
alla giusta fermata:
verde.

 

 

Canale

Siamo bottiglie buttate sulle sponde
di un canale, rotte,
che guardano attonite
l’acqua che scorre.
Qualcuna si scuote,
e di scatto da immobile
si prova a tuffare:
il risultato è soltanto inquinare
e quasi mai si raggiunge la foce.

 

 

Flavio Natale nasce nel 1992 a Roma, dove vive e lavora. Laureato in Scienze Politiche, attualmente scrive articoli per una redazione che si occupa di sviluppo sostenibile. Nelle sue poesie convivono libri, cinema e il mare di Ostia. Partecipa a diversi Poetry Slam sul territorio romano. Ha scritto un testo per il teatro, Processo ad Allan Simmons, messo in scena dalla compagnia Gruppo 18, premiato come miglior spettacolo nella Rassegna Exit del Teatro Vascello (2018) e nella selezione finale del Festival Indivenire 2018. È tra i soci fondatori dell’associazione #LaPoesiaSalveràIlMondo, che si occupa di promozione della poesia sui social e nelle scuole.

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