Dalla raccolta Geografie interiori (Aletheia, 2018)

 

mi affaccio a una finestra di parole colorate
balsamo che scioglie i nodi

e salendo le scale ritorno al principio,
alla dolcezza antica
dove mi svesto, mi bagno e riparto
contando tutte le gocce che trattengo
sulle mie membra forti
di corpo sicuro

scivolo e non mi arrendo ai presagi di solitudine
(solo non è mai
chi nelle gesta del mondo
si ritrova)

nel vento tra le foglie
la mia mano scorre
come tra le pagine di un libro

 

*

 

sposto i pensieri 
sotto il sellino della bicicletta
e li porto dove l’aria trasforma le lacrime

in un incendio di sorrisi

imparare a non toccare
le tristezze proibite,
ad avere fede,
a stringere i denti
per stringere i tempi
quando le porte non si aprono

e l’attesa mi scolora l’allegria

 

*

 

sentire forte l’esigenza
di non cadere ammaliati
tra le braccia
delle comodità del mondo
plastiche di felicità

combattere contro la voglia 
di sentirsi uguali
alle cose semplici del mondo
semplicemente tristi

ricordarsi chi sono
cambiare restando
non tradirsi

mai

 

 

 

Federica Fiorella Imperato, Napoli, classe 1996. Diplomata al Liceo Linguistico di Pesaro e laureata in Lettere moderne, attualmente frequenta il primo anno di magistrale in Italianistica all’Università di Bologna. Sue poesie sono apparse su “Poetarum silva”, “YAWP: giornale di letterature e filosofie”, “Pioggia obliqua”, “Centro cultural Tina Modotti” (in traduzione spagnola a cura di Antonio Nazzaro). Traduce poesie dallo spagnolo per “Laboratori poesia” e collabora da diversi anni con Animavì festival – cinema d’animazione e arte poetica. Geografie interiori è la sua prima raccolta poetica.

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