da Degenza Autoptica (Sigismundus, collana Almea, 2017)

è tutto un distogliere lo sguardo
per non guardare, ognuno,
i nostri occhi ciechi
(Giuliano Mesa, Nun)

tratte dalla sezione Dinamiche dell’estinzione.

penetra e si annida la cognizione
delle porte dischiuse a stento,
degli sfiatatoi che disinnescano
la capacità di cambiare stato,
la sincope che prelude lo scarto
nell’inerzia del congegno adottato
(se esigono i sospesi da saldare)
mentre le parole spinte allo stremo
bordeggiano con accortezza
nel firmamento delle carte

***

i fili son predisposti all’intralcio
(l’argomento presuppone vanità)
mentre le visioni si dimenano
da un transito all’altro, scaturiscono
sotterfugi, congegni, priorità,
ramificano tracce e turbolenze
e l’assenza che presto si scolpisce
nell’arsura, miete le ricorrenze,
schiera i pezzi per ostruire le stragi,
le sagome lise dei ruba latte

Dalla sezione Spin Off.

si adagia per condensare la scissione del cemento. coinvolge
l’attrito. a braccia conserte emenda il discorso che circola tra i cretti,
lo spiraglio che svelle le estremità del cortile. repelle il fruscio
se ritorna alla radice dell’ossido, all’abuso di risorse, al paradigma
che racchiude l’epiciclo

***

prodotti in transito, nell’ebbro trasmigrare. fianchi flosci e svilimento
del gregge quando difettano le alternative allo sterco (che
promuove le razioni da limare). c’è un coltello nelle scarpe, ci sono
fiale che stanno affondando, beni e servigi per l’opus sectile. il ripristino
degli istituti di credito si presenta come opzione tesa alla
salvaguardia degli espatri

***

sovente succede che ci si metta a testa in giù, nel quasi nulla rimasto
di mostrine proclami derive e terze vie. lo stare in basso li
mantiene distanti: per il rifiuto di adorare gli idoli – a meditare su
incongruenze e sopralluoghi in cui trastullarsi, per passare il tempo,
senza interrogarsi sul prima e il dopo. a denigrare i sottomessi

 

Andrea Piccinelli (1980) vive e lavora a Grotte di Castro (VT). Ha pubblicato due raccolte di poesie: Aporie spurie (Oedipus, 2016) e Degenza autoptica (Sigismundus, 2017).

 

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