Testi tratti da Nyctalopia di Rita Florit (La Camera Verde, 2018).

“Dalle pieghe tu, sole, cavi mondi ogni notte”.
G.Benn

tu misuri la solitudine ti schermisci devii dagli specchi
l’afflizione azzera i saperi non ti fai sviare dall’ombra, la perlustri,
la porti addosso, ricevi il suo peso, la consistenza e l’inafferrabilità.
le bilanci. poi prudentemente avanzi e da questa distanza
inanimata ti sporgi.

[è buio ineludibile il ritrarsi non-luogo zona franca riposo dove
il nemico non avanza]

4/5

privazione d’amore è deserto – tu vesti di sabbia trasudi polveri
vieni dal deserto. Una città – silenzio rompe il cristallo notturno.
la reclusione più dura è una distanza, fortezza dalle mura
invalicabili – die ganze Stadt – ossessione reiterata
percuote-ri-percuote stringe-co-stringe asfissia, manca l’aria
nella stanza. Fuori la notte inalbera bagliori.

***

Notte, tormento rinnovato ogni notte.

***

9/21

ricreazione. il cortile, i bambini sbattono contro i muri. altro
cortile, poco distante lì giocano. Stessa ora d’aria, altri muri.
cortili di luce, di buio. appartenere a due mondi. Vedere cieco,
illuminare la tenebra.

70

padre madre nottetempo – pale azzurre del ventilatore, luci
puntiformi nel mare della pianura, la tagliano i treni, trascinano
l’odore di ferro arroventato. lui dice: il ricordo, l’abbaglio
indistinguibile. l’intermittenza lo tortura. il cervello rettile
trattiene l’invisibile.

***

« Nictalopia, dal greco νύξ νυκτóς, nyx nyktós “notte, oscurità” + λ, lambda + ὤψ, ops “occhio”/.
Buona capacità visiva nelle ore crepuscolari della mattina e della sera e nelle ore notturne. è fisiologica (nittalopìa vera) quando la visione durante il giorno non è deficitaria ma si presenta addirittura superiore al normale durante la notte; risulta invece patologica (nittalopìa patologica) laddove la visione notturna superi quella diurna, che però è deficitaria (“cecità diurna”).
in tal caso assume importanza una corretta interpretazione etimologica, non intendendosi compresa la ἀ , particella privativa (che darebbe al termine “nittalopia” il significato contrario, ovvero di una perdita della visione al crepuscolo) ma solo un’aggiunta del lambda per un addolcimento del suono e della pronuncia. Ne deriverebbe la differente interpretazione : nyktós (della notte) + alaós (che non vede) + øps (occhio) = occhio che non vede durante la notte.»
Questa paradossale e affascinante duplicità d’interpretazione, dal tempo ereditata ora nell’una ora nell’altra accezione, fa della cecità un chiaro vedere, un intravedere, lux in tenebris; fa del nictalope quasi un veggente.

***

Rita R. Florit, poeta e traduttrice, ha pubblicato Cardini (La Camera Verde, 2018), Passo nel fuoco (Premio mazzacurati-russo edizioni d’if, 2010), Lezioni inevitabili (Lietocolle, 2005). Ha tradotto Ghérasim Luca, Joyce Mansour, Benoît Gréan, Gili Haimovich. Ha ideato e realizzato i videopoemi Inside me-mories (2018), Aestas (2016), Passionnement (2015), Crypta (2010), Twin video (2008), Varchi del rosso (2006), Lezioni inevitabili (2005).

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