Da Traversi Crossing (Samuele Editore 2018)

 

OUTHOUSE

open, the air chills my neck,
pare the gloom, take down
the old scythe. Papers damp.
This is the burden. Burn them.

Blinkers, halters, take them
off the hook. These boxes,
yellow with crumbling stone,
collapse at the sides. Smoke.

That clock has struck its last,
but irons still clatter, look
through a glass, darkly, love,
billowing, more acrid. Be rid.

Emerge into sunlight. Squint.
you stand there, you swish
as tracks shuffle, light up,
outstretched hands. Ask me in.

 

CAPANNO

Apri, l’aria mi rinfresca il collo,
sbuccia le tenebre, tira giù
la vecchia falce. giornali umidi.
Ecco il fardello. Bruciali.

Paraocchi, briglie, levali
dall’uncino. Queste scatole,
gialle di pietra in briciole,
si sfasciano ai lati. Fumo.

L’orologio ha battuto l’ultimo colpo,
ma i ferri tintinnano ancora, guarda,
attraverso un vetro, oscuro, amore,
in volute, più acre. Liberatene.

Emergi nel sole. Strizza gli occhi.
Te ne stai lì, un fruscìo mentre i brani
scorrono a caso, accendi una sigaretta,
le mani spalancate. Invitami.

 

KNOCK ON THE ROOF

Words lost in wind, we shout above
smashing of windows

rise star of danger, sky burning,
take your place in the firmament

knock on my roof

trapped in the enclave
behind the lines

morning uncovers rubble, crunching,
how can you love the spring

the morgues are full
dead children in ice cream cabinets

your bed is a trench, house a coffin,
you are reeds that crumple in the storm

lashed by hell cannon,
this bloody helter the devil stirred,
the school is blasted

the pinpoints are merciless
the ruins hush valleys
blood for blood

one thousand deaths
to avenge one –

I can be found
in the midst of silence

the displaced scurrying
rats in their cage
this
stretches our imagination,

I will
love
Escape, escape, escape

 

BUSSANO SUL TETTO

Parole nel vento, urliamo fra
schianti di finestre

sorgi stella del pericolo, il cielo brucia,
prendi posto nel firmamento

bussano sul tetto

nella trappola dell’enclave
oltre le linee

scopre l’alba detriti, scricchiolano,
come si può amare la primavera

l’obitorio è al completo
bimbi morti nei contenitori del gelato

il tuo letto una trincea, bara la casa
sei una canna calpestata dalla tempesta

frustata dal cannone infernale,
un disastro scatenato dal demonio,
salta in aria la scuola

i mirini non perdonano
le rovine zittiscono le valli
sangue per sangue

la morte di migliaia
per vendicarne uno –

possono trovarmi
nel mezzo del silenzio

sfrattati sgattaiolano
topi nella loro gabbia
ciò
dilata l’immaginazione

Io
amerò
Scappa, scappa, scappa

 

CROSSINGS

The swell of lift & descent
in the dark a howling wet wind
here we go, half way up, then
pitch again, toss & plunge,
hold on, for life is not drowning.

Softly, like a whisper, the surf
releases, o my god,
its tongue reaches, eyes wide open,
its next breath draws in
harsh & rasping, the rush of silence
the sated wind sweeps up, love
clutching fingers break free
sliding back, tugged by undertow.

I was a child too, imagined
shadowy creatures reach up
& strip away the covers –
the cold, we are joined
myself, black-blue sea,
swept away, swirling rafts
skating over the fathoms.

 

TRAVERSI

L’altalena di ascesa & discesa
vento umido ululante nel buio
andiamo, su di un poco, giù
di nuovo, scossa & spinta,
tienti forte, vita è non affogare.

Lieve, in un sussurro, la schiuma
rilascia, mio dio, ci sfiora
la sua lingua, occhi sbarrati,
il respiro seguente ci ripiglia
rauco e violento, l’immediato silenzio
che il vento spazza, sazio, amore
stretto fra le dita che si aprono
riscivolando, ci tira la risacca.

Ero un bambino anch’io, mi figuravo
creature d’ombra risalire
& strappare le coperte –
il freddo, siamo uniti
io, il mare azzurro-nero
spazzato via, zattere vorticanti
pattinano su abissi d’acqua.

Patrick Williamson abita vicino a Parigi. Poeta e traduttore letterario, ha pubblicato una dozzina di opere. Le sue ultime raccolte sono Traversi (Samuele Editore 2018), Beneficato (Samuele Editore 2015), Tiens ta langue/Hold your tongue (L’harmattan 2014), Gifted (Corrupt Press 2014), e Nel Santuario (Samuele Editore 2013; Menzione speciale della giuria della XV Concorso Guido Gozzano, 2014). Ha curato The Parley Tree, An Anthology of Poets from French-speaking Africa and the Arab World (Arc Publications 2012) e ha tradotto fra gli altri Tahar Bekri, Gilles Cyr, Guido Cupani e Erri de Luca.

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