La Classifica di settembre di Poesia del nostro tempo ricalca quella degli ultimi mesi, con uno scambio al vertice tra il terzo e il quarto posto: Patrizia Vicinelli è in testa, seguita da Giuseppe Nava con Esecuzioni, il suo libro sulla Grande Guerra, e da Gassid Mohammed, poeta iracheno che vive in Italia, con il suo libro La vita non è una fossa comune. Gli autori più letti mensilmente: a partire da dicembre, le più lette sono state Laura Marino (post più letto nel 2017) con delle poesie inedite e Elena Zuccaccia (post più letto a gennaio) con una selezione dal libro d’esordio ordine e mutilazione; Gian Mario Villalta (febbraio) nella recensione di Carolina Rossi alla sua opera Telepatia, e Alberto Bertoni (marzo) con la presentazione di sue poesie inedite; poi l’udinese Francesca Martinelli (aprile) con una selezione da Ex Voto di briganti assassini fate santi e contadini e, sempre restando in Friuli, l’autore più letto a maggio è stato Pierluigi Cappello grazie al saggio di Carlo Selan sulla raccolta Le nebbie; a giugno Christian Tito con i suoi inediti e a luglio Jonida Prifti, nell’intervista di Silvia Rosa per la rubrica Confine Donna. Ad agosto la Sicilia si è resa protagonista portando in vetta alla classifica mensile Noemi de Lisi, con il libro d’esordio La stanza vuota edito da Ladolfi.

I primi tre

Patrizia Vicinelli è stata ricordata da Davide Galipò in un saggio presente anche in Confini, l’annuario di poesia che abbiamo pubblicato con Istos Edizioni, dove si mette in luce la poliedricità di questa autrice. Un esempio, la poesia di Patrizia Vicinelli, di come si possa coniugare sperimentazione, pratiche di scrittura, oralità e riflessione sulla società. Galipò scrive che “il percorso della Vicinelli ha rappresentato un esempio lampante di come la poesia potesse, nell’epoca di disgregamento dei valori borghesi, in quel decennio che va dal maggio ’68 alla fine del ’77, decostruire il linguaggio del potere attraverso l’uso consapevole, da una parte, della parola, ormai alienata dal linguaggio giornalistico e pubblicitario, e dall’altra del fonema liberatosi del (solo) messaggio verbale. In questo modo, la parola diveniva oggetto e la poesia suono”.

Al secondo posto c’è Giuseppe Nava, che con l’opera Esecuzioni rielabora in endecasillabi le sentenze emesse durante la Grande Guerra. “La sfilza di fucilati al petto o alla schiena con disonore, ma senza difesa alcuna, è raccontata con le parole delle sentenze, e relative motivazioni, ridondanti di retorica patriottarda, che segnalano un gap comunicativo insanabile. Neanche una parola o una stringa è estranea ai registri delle sentenze, mentre la lettera di un condannato a morte alla moglie sembra voglia sciogliere il groppo emotivo e aprire in soggettiva

Al terzo posto, Gassid Mohammed e il suo libro La vita non è una fossa comune, edito da L’arcolaio: si tratta di una opera che guarda sia all’Iraq che all’Italia e, come scrive Luca Cenacchi, “raccoglie la sfida di amalgamare tradizioni e stili letterari diversi”. Scrittore, poeta e traduttore, Gassid Mohammed nasce e cresce a Babilonia, e dopo la laurea quadriennale a Baghdad continua i suoi studi a Bologna. Nel 2011 conclude i suoi studi in Italianistica e consegue il dottorato nel 2015. Svolge le sue attività letterarie e culturali a Bologna e in altre città italiane, facendo parte di diversi gruppi. Attualmente vive a Bologna ed è docente di lingua araba all’Università di Bologna e all’Università di Macerata.

Tutta la classifica*

1. Patrizia Vicinelli
2. Giuseppe Nava
3. Gassid Mohammed
4. Lorenzo Carlucci
5. Francesca Martinelli
6. Christian Tito
7. Gian Mario Villalta
8. Laura Marino
9. Elena Zuccaccia
10. Marko Miladinovic

* Per la classifica vengono presi in considerazione i post più letti nell’ultimo anno su Poesia del nostro tempo

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