Poesia del nostro tempo. Marzo ci porta una pioggia di novità.
Innanzitutto il post più letto a febbraio è quello della rubrica Slammer di Paolo Agrati su Simone Savogin, ed è talmente cliccato dopo la partecipazione a Italia’s Got Talent che il poeta lombardo edito da Mille gru entra al primo posto assoluto, scalzando Gabriele Galloni.
Non sono andati male a febbraio nemmeno tre poeti nati negli anni Ottanta, Alessandra Cava, Tommaso Di Dio e Daniele Orso, ma non sono di ritorno dai talent (sarebbe davvero interessante realizzare uno show diverso per la poesia, che pur considerando l’aspetto performativo riesca a coinvolgere ulteriori livelli interpretativi, ma l’Italia non può lamentarsi dato che ha una scena poetica vastissima e notevole).
A proposito di poeti e studiosi italiani, Alessandro Mistrorigo ha cominciato la sua avventura ne La zattera atlantica, che si occuperà di poeti sudamericani, spagnoli e portoghesi, con delle traduzioni in anteprima: il primo articolo è su Virginia Navalón e il suo Bestiario, pubblicato in Spagna a gennaio dalla casa editrice valenciana Pre-Textos. Inoltre dobbiamo segnalare il lavoro sulle nuove generazioni e sulle scene del poetry slam, della nuova poesia concreta e dell’underground performativo, Breve mappa concettuale per liberarsi dal panottico dell’oralità di Davide Galipò, una risposta utile a discutere quelle opere giovanili che sembrano evitare alcuni stili molto conformisti tra cui l’intimismo, il dialogismo del quotidiano e la mimesi senza critica della realtà, su cui si basano peraltro anche i successi editoriali di alcuni youtuber, instagramer e slammer.
Sugli articoli più letti, la Superclassifica show della poesia | I titoli più venduti dai piccoli e medi editori nel 2018 continua a macinare letture, mentre esce dalla classifica assoluta, dopo un anno di permanenza al vertice, Gassid Mohammed con le poesie tratte da La vita non è una fossa comune (L’arcolaio 2017).

 

I primi tre della classifica annuale a marzo 2019*

Al primo posto Simone Savogin porta sul palco alcune performance dal suo libro Come farfalla (Mille gru 2018), mettendo il ritmo  a una sorta di autoconfessione, “una stoffa di suono, tessuta da unicorni e chimere” che rielabora un immaginario pop. Il poeta si pone alcune domande sull’individualità e sull’egotismo in uno speciale dialogo con un “figlio”, o se si vuole un “fanciullino”, una conversazione interiore che si chiede, ad esempio, “se mai ci sia grazie migliore / di quel senso di pace d’un sorriso che ti cola su spalla / mentre abbracci quel che vorresti essere tu”. La prima parte dell’opera, inaugurata da un testo in prosa,  Date a me, è un supermarket di aggettivi, che hanno però il merito di costruire la prosodia; ma c’è anche qualche eccesso, e il testo iniziale che potrebbe forse spiegare il senso dell’opera, Incubo, non ha alcuna ritmica riconoscibile. La seconda parte aperta dalla prosa In chrysalis, incorpora un dialogismo che si avvale di diverse narrazioni, dell’ironia, con maggiore efficacia. Dopo la prosa Da me, si torna a costruire ritmi sull’intimismo, con alcuni giochi di parole più meditati; il dialogo con chi il poeta avrebbe voluto abbracciare e cullare “in Irlande di cieli e delfini” coglie semplicemente e con dolcezza un messaggio da rivolgere al “fanciullino”, che a sua volta risponde nel testo E tu sei anni con i desideri di un figlio, ma nella condizione impossibile dell’assenza: “Non ho mai imparato le stelle, papà, / e mi sarebbe tanto piaciuto […]”. Il libro di Simone Savogin è un’opera d’esordio, forse ancora da limare, ma commuovente. Tuttavia commuove quando è più semplice e dove il poeta non si affida ai giochi di parole, dove è più narrativa e dialogica (e meno concettuale).
Incorporando uno sguardo politico per superare la sfera intimista, scegliendo la semplicità rispetto ai giochi di parole, magari guardando al nostro pianeta e a un messaggio da lanciare, la poesia di Savogin potrebbe davvero avere una forte rilevanza.

Al secondo posto c’è Gabriele Galloni con una selezione da Creatura breve (Ensemble 2018), una plaquette composta da poesie sul tema di un’esistenza vissuta come mistero: si parla di una “terra secca che si sbriciola”, una sorta di materia che ha breve durata, appunto una “creatura breve”, quasi la vita e il mondo fossero il ritaglio di una diapositiva, il riflesso parziale di una escatologia, di una visione più vasta, ma impossibile da raggiungere. Via via la trama del libro si infittisce e compaiono personaggi “religiosi” descritti con ironia e sarcasmo nell’esecuzione di rituali e preghiere, evocazioni di quanto fintamente possa essere vissuto il rapporto con la vita, fino a prendere in same anche la distorsione della religione con il tema della pedofilia.

La nostra redattrice Alice Tomaselli ci conduce con la rubrica Parole dai mitici 00 nei libri editi nel passato decennio, e al terzo posto ritroviamo così Lorenzo Carlucci (in una foto d’epoca) e La Comunità Assoluta, uno dei libri più letti negli anni zero, edito da Lampi di stampa, che continua a stupire i lettori dopo una decina d’anni: “una comunità di per sé ‘assoluta’, ovvero priva di valori di qualsiasi natura, che le forniscono un proprio e personale senso. Proprio come se ogni individuo interloquisse utilizzando ognuno una lingua diversa dall’altro”. Dialoghi in poesia, prose poetiche e visioni ‘assolute’ di una civiltà, la nostra, ritagliata dalle informazioni che incessantemente frullano la quotidianità e il significato dell’esistere.

 

Tutta la classifica*

1. Simone SavoginPoesie tratte da Come farfalla (Mille gru 2018)
2. Gabriele Galloni
– Poesie tratte da Creatura breve (Ensemble 2018)
3. Lorenzo Carlucci– Poesie tratte da La comunità assoluta (Lampi di Stampa 2008)
4. Christian Tito – Inediti
5. Francesca Martinelli – Poesie tratte da Ex voto di briganti, fate, santi, contadini (FrancoPuzzo 2017)
6. Gian Mario Villalta – Poesie tratte da Telepatia (Lietocolle 2016)
7. Francesca Mazzotta – Poesie tratte da Reduci o redenti (Carta Canta 2016)
8. Alberto Bertoni – Inediti
9. Cettina Caliò – Poesie tratte da Sulla cruda pelle (Edizioni Forme Libere 2012)
10. Giuseppe Nava – Poesie tratte da Esecuzioni (D’If 2013)

Poeti più letti nell’anno
Laura Marino 2017 – Inediti
Patrizia Vicinelli
2018 – Saggio di Davide Galipò

Poeti più letti del mese
Carlo Bordini maggio 2017. Poesie tratte da I costruttori di vulcani (Luca Sossella 2010)
Angela Bonanno
giugno 2017. Saggio su tutte le opere, a cura di Silvia Rosa
Domenico Brancale
luglio 2017. Inediti, poi pubblicati in Per diverse ragioni (Passigli 2017)
Giancarlo Sissa
agosto 2017. Poesie tratte da Persona minore (Qudulibri 2015)
Franco Arminio
settembre 2017. Poesie tratte da Cedi la strada agli alberi (Chiarelettere 2017)
Hilà Lahav
ottobre 2017. Intervista e selezioni di inediti a cura di Biagio Guerrera
Marilina Ciaco
novembre 2017. Inediti
Laura Marino
dicembre 2017. Inediti
Elena Zuccaccia gennaio 2018. Poesie tratte da ordine e mutilazione (Pietre Vive 2016)
Gian Mario Villalta febbraio 2018. Poesie tratte da Telepatia (Lietocolle 2016)
Alberto Bertoni marzo 2018. Inediti
Francesca Martinelli aprile 2018. Poesie tratte da Ex voto di briganti, fate, santi, contadini (FrancoPuzzo 2017)
Pierluigi Cappello
maggio 2018. Poesie tratte da Le nebbie (Campanotto 1994/2003) e saggio di Carlo Selan
Christian Tito giugno 2018. Inediti
Jonida Prifti luglio 2018. Inediti e intervista di Silvia Rosa
Noemi de Lisi agosto 2018. Poesie tratte da La stanza vuota (Ladolfi 2017)
Gabriele Galloni settembre 2018. Poesie tratte da Creatura breve (Ensemble 2018)
Vittoriano Masciullo ottobre 2018. Poesie tratte da Dicembre dall’alto (L’Arcolaio 2018)
Gaia Ginevra Giorgi novembre 2018. Poesie tratte da Manovre segrete (Interno poesia 2017)
Adriano Spatola dicembre 2018. Saggio di Giovanni Fontana
Irene Paganucci gennaio 2019. Inediti
Simone Savogin febbraio 2019. Poesie tratte da Come farfalla (Mille gru 2018)

* Per la classifica vengono presi in considerazione i post più letti nell’ultimo anno su Poesia del nostro tempo

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