La classifica di marzo vedeva al primo posto la poesia di Gian Mario Villalta, scalzato in questo aprile appena sbocciato da Patrizia Vicinelli e dall’arrivo della primavera.  La sua figura è stata ricordata da Davide Galipò in un saggio presente anche in Confini, l’annuario di poesia che abbiamo pubblicato con Istos Edizioni, dove si mette in luce la poliedricità di questa autrice. Un esempio, la poesia di Patrizia Vicinelli, di come si possa coniugare sperimentazione, pratiche di scrittura, oralità e riflessione sulla società. Galipò scrive che “il percorso della Vicinelli ha rappresentato un esempio lampante di come la poesia potesse, nell’epoca di disgregamento dei valori borghesi, in quel decennio che va dal maggio ’68 alla fine del ’77, decostruire il linguaggio del potere attraverso l’uso consapevole, da una parte, della parola, ormai alienata dal linguaggio giornalistico e pubblicitario, e dall’altra del fonema liberatosi del (solo) messaggio verbale. In questo modo, la parola diveniva oggetto e la poesia suono”.
Siamo felici che il pubblico abbia premiato questo saggio, inaspettatamente, perché per la redazione ha il significato che anche la divulgazione di ottimo livello, pur in forma saggistica, è in grado di raggiungere i lettori; pensiamo che questo accada quando l’approfondimento lega non solo i tecnicismi o i generi, ma si relaziona con la realtà e la società, oltre l’asfissia di quelle proposte critiche che vogliono generare paradigmi e che recintano l’ambito di intervento della poesia, spesso a soli tecnicismi. Questo saggio su Patrizia Vicinelli è, in definitiva, un manifesto di come Poesia del nostro tempo desideri interpretare, oggi, la comunicazione del sistema letterario.
Al secondo posto, ma con moltissime letture, Gian Mario Villalta  (nella foto di Dino Ignani) nella recensione a Telepatia (LietoColle 2016) di Carolina Rossi. “Che cosa farebbero senza l’amore?”, pare domandarsi Villalta in questa opera sugli uomini più di ieri dispersi nel pulviscolo. Già grazie a Vanità della mente (Mondadori 2011), Villalta aveva portato a maturazione la sua poetica in italiano (non dimentichiamo il libro nel dialetto della provincia di Pordenone, Vose di vose, edito da Campanotto nel 1995), e Telepatia non fa che confermare la qualità a cui è arrivato.
Laura Marino è terza e conferma la sua presenza ai vertici della classifica della categoria Autori, oramai da cinque mesi. Non si tratta esattamente di un’autrice esordiente (ha pubblicato nel 2014 per La camera verde, l’opera Trilogie antihegeliane ed è un’esperta traduttrice dal latino), ma i suoi inediti continuano a macinare letture! Si tratta  di una poesia evocativa e sensibile, dolcemente ritmata, nutrita attraverso ridondanze sonore, una ventata di Mistral e di umani affetti.
Durante il mese di aprile continueremo a presentare su Poesia del nostro tempo alcuni bestseller direttamente dai piccoli e medi editori (vedi la classifica). Molte rubriche si sono avviate, scavando solchi nella rete, come il Laboratorio di Poesia a cura di Alfonso Maria Petrosino (mandateci i vostri poemi!), Slammers sui poeti del poetry slam a cura di Paolo Agrati (a marzo il protagonista è stato il campione italiano Simone Savogin), Scaffale poesia di Silvia Rosa sugli editori più in voga, che ha catturato subito l’interesse dei lettori con l’intervista a Elisa Donzelli, e Parole dai mitici 00 sui libri usciti nel decennio precedente a cura di Alice Tomaselli, partita con uno dei poeti più seguiti in rete nel passato decennio, Lorenzo Carlucci.
Rimanete con noi, buona Primavera!
Tutta la classifica*
1. Patrizia Vicinelli
2. Gian Mario Villalta
3. Laura Marino
4. Elena Zuccaccia
5. Marko Miladinovic
6. Gassid Mohammed
7. Rachel Slade
8. Alberto Bertoni
9. Enrico Marià
10. Danilo Manganelli
* Per la classifica vengono presi in considerazione i post più letti nell’ultimo anno su Poesia del nostro tempo

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