Poesia del nostro tempo pubblica una breve nota di lettura e alcuni testi tratti dalla raccolta inedita Bollettino erotico di Francesco Salvini. Il libro è risultato finalista di Luce a Sud Est – concorso di scrittura sociale promosso da Pietre Vive Editore in collaborazione con le associazioni Pietre Vive e Il Tre Ruote Ebbro.

Questa raccolta di Francesco Salvini è costituita da quattro sezioni (Croci, Delizie, PPE, Marielle) che sviluppano un tema ben definito, delicato e urgente.
Il verso fluido cattura il lettore, lo trascina nelle situazioni, lo costringe a riflettere attraverso una scrittura che avvolge la sfera sensoriale ed emotiva.
La poesia diventa qui strumento di denuncia, di attenzione, richiesta di solidarietà verso le persone che vivono una determinata condizione sociale, caratterizzata da libertà nelle scelte relazionali e sessuali. Centrale è la presenza della carne, come oggetto di eros, ma anche soggetto di una malattia; carne che ricerca conferma, riconoscimento e dignità in un contesto ancora bloccato dalla rigidità dei costumi e dal pregiudizio. Sostiene a proposito l’autore: «L’Italia versa in un periodo in cui il “diverso” viene aggredito con veemenza; manca una legge contro l’omofobia perché certe aggressioni verbali vengono viste come un’inalienabile “libertà di espressione”; i giovani sono le vittime predilette di sistemi di pensiero che non solo impediscono una corretta educazione sessuale nelle scuole, ma che favoriscono l’impunità del bullo e la discriminazione casalinga.»
Bollettino erotico manifesta quindi la necessità di dare voce a tutte quelle persone che voce non possono avere. La poesia diviene – spiega Francesco Salvini- terreno di prova per infrangere i propri limiti e raccontare i disagi e le discriminazioni che molte persone vivono ogni giorno. La sezione conclusiva è dedicata a Marielle Franco, una donna bisessuale morta in Brasile per quello in cui credeva, a sua volta emblema di un’attitudine forte, risoluta contro ogni ingiustizia, ma assolutamente non aggressiva o violenta.

dalla sezione Croci

Il prima

Tutti conoscono la sensazione
di quando la parola è sulla punta
della lingua però non viene fuori;
sta sempre in bilico, un po’ come noi

Tutto è iniziato nel ’69,
prima eravamo soltanto una macchia
nella fedina penale, un disturbo
per manuali di psicologia.
Non c’era un termine in cui riconoscersi
se non in qualche insulto dialettale
tra i giovani di inquieta pubertà,
nella vergogna serbata in famiglia.
Il mio risveglio avvenne a dodici anni,
sapevo il peso dell’oscurità
che mi assaliva sempre nello stesso
modo: io al buio in camera, disteso
e quella mi si sbriciolava addosso
lasciandomi un alone di diverso.
Allora mi credevo un caso perso
e per non dirlo rimanevo solo.

*

Minotauro

È quasi quotidiano ormai il pestaggio,
un rito adoperato per tenere
il mondo a bada. Un sacrificio umano,
i dieci ostaggi da donare al mostro,
così l’indignazione resta accesa.
Stasera due ragazzi, li conosco
coppia affiatata da un lustro
dopo una normale sera
si trova in centro accerchiata
da un gruppo di giovanissimi
che rivolgendogli i soliti
insulti passano ai fatti
dedalo di indifferenza, trovarono
nel marmo della strada il tabernacolo.
Altro che dio vivente, viva carne
viene spezzata a terra nel suo nome.
Piccolo promemoria per me stesso:
la libertà si paga con il sangue.

*
dalla sezione Marielle

VI

Che cosa resta dopo la memoria?
Certo il silenzio…ma non solo quello;
non vorremmo tradire la lezione
lasciando dietro le parole.
Qui dentro porto ancora la tua acqua,
così come altre millemila
persone impantanate nella solita
oscurità che ci ha cresciute, in cui
ci siamo amate. Cerchiamo la foce,
tutti insieme, la cura al mondo abietto
che ci abita togliendoci la luce.
Raggiungeremo il mare, lo prometto.

 

Francesco Salvini ha 24 anni, studia Lettere moderne a Pisa e fisarmonica al conservatorio della Spezia. Da sempre appassionato d’arte, nell’accezione più estesa del termine, inizia a scrivere una decina d’anni fa, pubblicando alcuni libri. È un attivista dell’associazione UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) e vicepresidente dell’associazione RAOT (Rete Anti Omo-Transfobia) con cui lavora nel campo dei diritti civili e dell’educazione sessuale.

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