Dalla prefazione di Barbara Stizzoli

Il Venezuela è un angolo di paradiso in cui il demonio ha stabilito la sua casa. In questa terra caraibica che ha accolto milioni di migranti che lasciavano l’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale e nei decenni successivi, come una madre amorevole che riceve un figlio fra le braccia, circa dodici anni fa “ha dato terra” ad Antonio Nazzaro, che l’ha scelta e amata e mai abbandonata. Questo libro non intende dare una corretta chiave di lettura di ciò che sta succedendo in Venezuela […]  vuole solo gridare e immortalare come una fotografia, il dolore lacerante di chi assiste un malato terminale nell’attesa che avvenga un miracolo. La ricostruzione della vita quotidiana di un cittadino qualunque negli ultimi anni in questo Venezuela ricchissimo di petrolio, oro, minerali e materie prime, ma che oggi vede una elevata percentuale della sua popolazione frugare nella spazzatura per poter mangiare qualcosa, le ore di attesa e le estenuanti code per acquistare un pacco di farina di mais, un chilo di riso o qualsiasi altra cosa si riesca a trovare, doversi lavare in tutta fretta perchè in qualunque momento potrebbe andare via l’acqua nonostante il Paese abbia il giacimento di acqua potabile più grande al mondo, l’aver paura anche del proprio vicino, dover camminare per strada voltandosi continuamente alle spalle per controllare se qualcuno ti sta seguendo per derubarti, è una pugnalata al cuore del nostro autore […]. Il Venezuela oggi è una dolorosa ferita aperta nei cuori di chi lì è nato o ci ha vissuto, ma è stato costretto a racchiudere il suo mondo e la sua vita in una valigia di 20 kili con cui ha dovuto percorrere il pavimento a mosaico disegnato da Carlos Cruz Diez per l’aeroporto di Maiquetía, calpestato da milioni di venezuelani vittime di una vera e propria diaspora che ha spezzato intere famiglie, per poter costruire una vita dignitosa in qualunque altra parte del mondo in cui non debba continuamente essere umiliato da chi sostiene che le code (lunghe anche 24 ore) davanti al supermercato, siano uno strumento di socializzazione. Uno strumento di socializzazione che spesso si trasforma in momento di violenza o addirittura morte mentre ci si contende l’ultimo chilo di pollo. Nei suoi Appunti dal Venezuela Antonio Nazzaro sceglie di non citare i nomi delle persone morte durante […] i mesi di protesta perchè vuole che abbiano un solo volto, e che si chiamino Daniel, Diego, Neomar o Luis poco importa, il loro volto è quello di tutti e la loro morte appartiene a tutti.

 

L’emigrante lo riconosci
perché anche sotto il sole del mezzogiorno
disegna
due ombre

Quando ho scritto questa poesia sapevo di raccontare inevitabilmente una metà della storia, o se preferite, di una delle ombre: quella che ha scelto farsi ricordo su questa terra dal cielo così alto e dalla luna girata al contrario a disegnare un coniglio. La carta d’identità dice Riva Ligure, il passaporto dice venezolano, io apro la finestra come s’apre il sorriso della donna al fianco. Figlia di questa megalopoli schiantata nella sua corsa verso il mare contro le pendici dell’Ávila e stretta in una valle dalle colline improvvisate cui aggrapparsi su cui fare casa. Amo questa terra semplicemente perché mi ha dato terra, quella forse persa o mai avuta prima e che adesso entra dalla finestra e mi fa riconoscere.

Antonio Nazzaro

 

da Appunti dal Venezuela 2017: vivere nelle proteste (Edizioni Arcoiris, 2017)

6 maggio 2017
Sono le 6 a.m., l’odore della spazzatura bruciata toglie lo sguardo alla finestra.

Vivo in un paese che si spara
come si mangiano le caramelle
e le mani che stringono il calcio
non hanno pallone
ma vanno ancora
in pantaloni corti
con occhi spenti
che non hanno
mai visto il mare
a disegnare
i sorrisi
delle onde

 

2014/2017
11:00 p.m.
Morire l’idea è affascinante…
Hanno quasi tutti meno di trent’anni i morti di questi giorni a Caracas. Gli ultimi due sono stati freddati da un cecchino. Quando si muore così, non ci sono schieramenti che tengano e nessuno ha un martire cui inneggiare ma una coscienza cui rispondere. Il sole che scende disegna le valli dell’Ávila e l’inutilità feroce di questi morti.

Come si pesa la morte?
Chi vale di più davanti ai vostri occhi
i 43 messicani,
il giovane venezuelano
o Cucchi il tossico italiano
o i ragazzini neri degli USA
o…
chi piange chi
e cosa piange
una vita spezzata
un diritto calpestato
o gli interessi propri
che diventano diritti umani
quale Governo é buono o cattivo
davanti all’omicidio?
e chi ha le mani non insanguinate
mentre difende democrazie
o decide dittature
quali diritti umani
insegnate
voi che del diritto
avete fatto un abuso
con quali carri armati
difenderemo il diritto alla vita?
Non ho risposte
ma non sarò complice
del vostro ballo
sui cadaveri del mondo

 

10 maggio 2017
02:00 p.m.
Un Paese intero da due anni in coda. La nascita del contrabbando, los bachaqueros [venditori di contrabbando] che gestiscono la borsa nera del mangiare. Qualcuno del Governo dice che le code sono positive perché permettono la socializzazione.[…] Le ore d’attesa sono pacchi di farina di mais, riso, olio che spariscono in pochi minuti come la dignità.

Caracas in coda
come ti racconto quest’estetica
di code infinite come il tempo dove il marciapiede è tavola bagno e salotto
sotto un sole che imbianca il cielo mentre macchine e camioncini scorrono spinti da moto suonanti
l’attesa di poter comprare il mangiare di sempre o rivenderlo in un
mercato nero che ha colori d’esercito e polizia
e queste bambine che hanno gli occhi dai sogni di fate e
una violenza che si muove nel ventre
e questi pantaloni corti che dal basso mi puntano
un buco nero grande come il cuore sulla fronte
l’estetica è una perdita d’umanità

 

19 maggio 2017
06:34 a.m.

la città è un balcone con un cielo da inventare
come la carezza caduta pietra ed il sentire
cerchi di pozzanghera si disperdono
a lambire questi occhi di tristezza
appoggiata ai muri

08:00 a.m.
Nuovi blocchi stradali a Caracas. Stranamente gli automobilisti non suonano i clacson esasperati e persino i motociclisti, veri corsari della città, rallentano la marcia. In una zona, il Paraíso, la polizia, nei giorni scorsi, ha lanciato lacrimogeni in alcune case e poi ha permesso a gruppi appartenenti ai collettivi di saccheggiarle.

8:23 a.m.

scende la pioggia a lavare il cuore spento
l’obelisco d’Altamira trafitto da un fulmine
si fa croce e ferita su quest’altare d’asfalto
in rivoli scorre la libertà verso i tombini

 

30 maggio 2017
06:24 a.m.
Oggi a scendere in piazza saranno gli studenti. La manifestazione cercherà di raggiungere il Ministero degli Interni e Giustizia per chiedere la liberazione dei tanti giovani arrestati in questi mesi di protesta. La marcia avrebbe dovuto raggiungere alcune ambasciate ma il programma è stato cambiato perché secondo l’opposizione, il Governo, attraverso degli infiltrati, avrebbe avuto un piano per attaccare le sedi diplomatiche e far cadere la colpa sui manifestanti.

07:50 a.m.

Che espressione avranno all’incrociarsi degli sguardi
cosa passerà prima del momento
che pensieri si fanno immagini
Ana seduta sullo scalino davanti casa
sorriso a disegnare l’orizzonte andino
Jorge con il suo passo scalzo e quella mano
capace di catturare pesci e cuore
cosa passerà prima del momento
che suono spegnerà la città
il lieve fischiare del vento scendendo dalla montagna
l’infrangersi delle onde nel loro toccare terra
Ma è un cadere colpo di manganello
Ma è un volare pietra lanciata
in un momento

 

23 giugno 2017
Caracas
07:47 a.m.

divano comodo
televisore acceso
il poliziotto da dietro un
cancello spara a un
manifestante
una volta, un’altra e
un’altra ancora
il corpo del giovane si
piega tre volte su se stesso
poi riappare trascinato e
mezzo sollevato da dei
compagni
più tardi viene data la
notizia della sua morte.
Appare il presidente e
quasi si burla: da domani
la polizia userà
solo acquetta e bombette
lacrimogene
Gli occhi si spengono
come le televisioni di un
tempo
in un unico e solo punto
bianco a sparire nel nero.
Buongiorno Caracas

 

Antonio Nazzaro nasce a Torino nel 1963. Poeta, giornalista, traduttore e mediatore culturale, ancora prima di terminare gli studi inizia a collaborare con i giornali L’Ora di Palermo, La Stampa di Torino, Stampa Sera e con l’emittente televisiva Videouno. Nel 1982 vengono pubblicate le sue prime poesie nell’antologia di testi poetici giovanili Il rinoceronte tra le nuvole, Genesi editrice. Trasferitosi in Messico, si diploma presso l’UNAM, Università Nazionale Autonoma del Messico, come professore di lingua italiana per stranieri. Attualmente vive a Caracas dove è stato coordinatore didattico dell’Istituto Italiano di Cultura e capo redattore del giornale La Voce d’Italia. Nel 2008 diventa coordinatore del Centro Culturale Tina Modotti con lo scopo di promuovere la cultura italiana e venezuelana attraverso varie forme di interscambio culturale. In quell’anno collabora alla realizzazione di El Bar del tiempo, organizzato con il poeta italiano Davide Rondoni in cui un gruppo di venti giovani artisti venezuelani trasformava in opere d’arte alcune sue poesie, opere presentate nel Museo di arte Contemporanea di Caracas accompagnate dalla lettura del poeta. Nel 2010 ha adattato e messo in scena l’opera di videoteatro Pedro e il capitano di Mario Benedetti. In collaborazione con l’attore Ezio Falcomer ha creato una serie di vision book che, utilizzando un nuovo stile comunicativo di facile e rapida diffusione, incuriosiscono il fruitore al fine di destare il suo interesse nei confronti della letteratura e della video arte. Nel 2013 ha scritto il libro in prosa poetica Odore a. Torino-Caracas senza ritorno, scritto e pubblicato in italiano e spagnolo e corredato da illustrazioni ad opera dell’artista argentina Mariana De Marchi. Dall’ottobre 2014 collabora alla redazione culturale della rivista web Agorà Magazine, di cui è stato uno dei fondatori della redazione in Venezuela. Nel 2014 è stato selezionato per rappresentare l’Italia al Festival Mondiale della Poesia di Caracas. Nel 2015 è stato selezionato per rappresentare l’Italia al Festival del teatro di Caracas con l’opera di video teatro Cronaca di un cronista urbano, Pedro Lemebel. Attualmente coordina la sezione poesia latina per la rivista elettronica Parco Poesia e per la rivista Atelier poesia. In America Latina collabora con riviste cartacee e digitali tra le quali, Buenos Aires Poetry e Poesía (Venezuela).

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