Dalla raccolta Canto dell’attesa (Giuliano Ladolfi Editore, 2018)

 

Hai steso delle briciole
per giorni di pioggia, le finestre
d’occhi curiosi il respiro
si è riposato l’indomani.

Abbi cura del silenzio
d’estate la memoria
si adagia sui lati
di una scelta mancata.

 

⋇⋇⋇

 

Sei divenuto viandante, nessuno
ha chiesto il tuo nome
perché le tue gambe
sono cresciute
per i sentieri.

Tra le case isolate
– solo –
hai chiesto il prezzo
di una stanza:

era così poco
rispetto alla solitudine
ritrovata.

 

⋇⋇⋇

 

Sulla riva del fiume
ho pensato al tempo.

Tutto cambia e
si logora, lo scorrere
dimentica i sassi;
lì ho trovato
un orologio spezzato
e il significato dell’amore.

Il fiume modella le pietre
come il tempo
con le membra.

Così la meraviglia
l’ho vista lì,
– ferma –
mentre tutto scorre
come
il sasso nel fiume.

 

Luigi Finucci nasce nel 1984 a Fermo, dove tutt’ora risiede. Ha pubblicato tre raccolte di poesie: L’ultimo uomo (Giaconi Editore, 2013), Le prime volte non c’era stanchezza (Eretica Edizioni, 2016) e Canto dell’attesa (Giuliano Ladolfi Editore, 2018).
Nel 2015 ha pubblicato inoltre un libro illustrato di poesie per bambini, L’Aspirante Astronauta, mentre nel 2014 è stato poeta in residence al festival Armonie della sera nelle Marche. Attualmente collabora con Bibbia d’Asfalto: Poesia Urbana e Autostradale, rivista di poesia 
contemporanea.

 

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