Ottobre. Questo sabato è una bolla
di vetro troppo limpida. Per strada
un traffico da pancia piena.
Non vedo i piccioni cagare
in balcone, niente zanzare.

Il fogliame diligente s’ammazza
quieto sui marciapiedi. La ringhiera
che mi protegge, la guerra composta
di atomi in subbuglio: stessa solfa.
Ma l’elio prima o poi finisce e addio.

A volte un pensiero si appoggia
come un panno bagnato
sul mio cervello. Vedo il cielo
farsi grigio, la mano che risponde
a nessuna chiamata.

*

Domenica, cammino lungo il viale

E ho il passo obliquo di un fotone.
Bocche a cristalli liquidi
per strada, facce blu e spazzatura:
il camion per la differenziata
è di nuovo in ritardo. Due bambine
gemelle mi passano accanto
tenendosi la mano,
e subito dopo una coppia
di adolescenti etero.

Campi elettromagnetici nel corpo
e tutto attorno, voci in viaggio
nell’etere, che non sento.

(te lo posso comunque giurare
fino alla fine: amo
la doppia fila dei platani,
il naso curioso di un cane
sul culo di un suo simile)

Enumerare tutto ciò che vedo
è una strana consolazione.
Fisica molecolare,
spiegami tu.

*

Pisa – Firenze

Quest’ordine che impone al paesaggio
il fiume: la superficie increspata
dal vento, le anse irregolari,
un tronco che galleggia.

Ma le persone, quale ordine
le persone? Nei condomìni
della Valdarno, dentro i capannoni,
sui vagoni del treno merci
che stanno caricando?

In un appartamento, un ovulo
sta per essere fecondato. Il pranzo
è appena finito e la donna
a cavalcioni geme sulla sedia
in cucina, muovendo a ritmo
il bacino. Sale il caffè.
Dalla televisione accesa
il giornalista incravattato
riporta gli eventi del giorno
a sua immagine e somiglianza.

*

Domenica, all’autostazione di Perugia

In attesa che il bus riparta
piccoli gruppi di persone
si salutano. Abbracci fra le coppie,
genitori che stringono con forza
i figli al petto. Vedi
le loro labbra muoversi
senza sentire niente. Forse
stanno dicendo parole
che vorresti ripetere.
Si sale.
Prima di accendere il motore,
come un prete riempie la patena
per l’eucarestia,
versa il vino nel calice e lo bacia,
l’autista passa lungo il corridoio
per controllare che tutto sia a posto.

*

Riccardo Socci (1991) è dottorando in Studi italianistici presso l’Università di Pisa. Il suo principale campo di ricerca è la poesia italiana del secondo Novecento. Una selezione di suoi testi è stata pubblicata nel “Primo repertorio di poesia italiana contemporanea” (Arcipelago Itaca 2017).

*La fotografia è un dettaglio dell’opera Porziuncola di Edoardo Piermattei.

 

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