Per definizione matematica, il valore assoluto è il valore di un numero, positivo o negativo, privato del suo stesso segno. Lorenzo Carlucci in questa raccolta di poesie, piccoli dialoghi e riflessioni interiori propone, dunque, un titolo privo di segno e senza valori precisi per l’entità organica, l’accozzaglia di persone, che noi chiamiamo comunità, fatta di tutti e di nessuno. Sentimenti, azioni, tutto, o quasi, invocano il disordine di un sistema nel quale emergono, poco alla volta, i sentimenti di un uomo contrastato da sé stesso, a volte privato delle forze necessarie per agire, a volte affidato alla natura, a volte solo alla deriva nel mare. Ma di quale natura sia il sentimento che emerge alla lettura, se di inquietudine, gioia o se questa sia semplicemente follia non è chiaro, ma quel che è certo, e per di più appare un ossimoro, è che non vi è nulla di certo.
La mancanza di linearità e l’altalenanza sono le protagoniste ritratte dalla penna del poeta che, specularmente al linguaggio, risulta ora pulita ed elegante, ora rozza e grossolana. La Comunità Assoluta di Lorenzo Carlucci è una raccolta basata sul “non”: il non-dire, il non-essere ma, soprattutto, il non capire determinati “perchè”. I piccoli dialoghi, che appaiono confusi e senza senso, non forniscono una soluzione di continuità. Il testo appare scoordinato, come se per i due interlocutori fosse impossibile comprendersi; e lo stesso accade per la poesia. Tuttavia, l’insieme richiama senza spiegazioni ad un ordine, perché forse è proprio questo il significato che si nasconde dietro le parole di Carlucci. Il poeta decide di rompere gli argini, portando la sua raccolta ad un altro livello e sprofondando nel nonsenso, raccontando la storia di uomini che dicono tutto ma che non parlano di nulla. Ed è questo che rende la comunità di per sé “assoluta”, ovvero priva di valori di qualsiasi natura, che le forniscono un proprio e personale senso. Proprio come se ogni individuo interloquisse utilizzando ognuno una lingua diversa dall’altro, incomprensibile a chiunque non sia sé stesso.

da La Comunità Assoluta (lampi di stampa 2008)

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facendoti bella per me è inevitabile, che tu ti faccia bella per altri.

e questo “ti faccia” vuol dire “diventi” e “ti faccia”.

è inevitabile, non semplicemente, come accidente essenziale: piuttosto è insito nella tua stessa intenzione di farti bella per me.

nella tua stessa intenzione di farti bella per me c’è l’intenzione di travalicarmi, un abbandono.

non vi può essere un punto di mezzo tra il sentirti per me inadeguata, e il compimento del tuo desiderio.

io vengo perciò scavalcato, come è scavalcata, in ogni volizione dell’uomo, la preda formale, l’oggetto della nostra intenzione.


mi sembri ora un mulino a vento.
*
porta(fuori)6

Spegnere ancora il mare
con palmi di cenere
in ginocchio
in questa regione
*
f

seminiamo i denti del giorno nella bocca della terra nera camminando come ciechi bardati da cinture di guerra ogni giorno è un guerriero di luce che affronta la nostra bandiera si leva in purezza di fronte alla nostra sciabola nera.
seminiamo di nuovo la terra nerastra con semi di luce.
alleviamo una schiera di bianchi guerrieri di giorni che affrontano muti il nostro cammino.
*
insulto5

Vestimi di verde e d’oro
a lato della strada
At the side of the road
offering death and disease
Vestimi di verde e d’oro
e fammi camminare
At the side of the road
qualcuno ricorda il mio viso
Vestimi di verde e d’oro
At the side of the road
mi abbandoni
per fughe indecenti
Offering death and disease.
*
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SALVATECI
EURASIA
SALVATECI
UNA LINGUA
ATTESA
EURASIA
GUADARE
*
10

premio a te, che sei un giorno infinito. premio a te, alla tua voce
ch’è un’ombra una mente. premio a te, per veloce distanza. per veloce distanza che nessuno percorre. premio a te per l’estate segreta.

Lorenzo Carlucci è nato a Roma nel 1976. Nel 1999 si laurea in Filosofia, specializzandosi in Logica Matematica, presso l’Università di Pisa. Nel 2000 si diploma presso la scuola Normale di Pisa e consegue il dottorato di ricerca in Matematica nel 2006 a Siena e in Computer Science alla University of Delaware, negli Stati Uniti. Attualmente, è docente di Logica Matematica presso il dipartimento di Informatica dell’Università La Sapienza di Roma. Tra i suoi scritti ricordiamo: estratti da Newark Concrete in If music be the food of love, play on (con testi di J. Ricciardi e O. Scharpf (Libri Scheiwiller, 2004), Ciclo di Giuda e altre poesie (L’Arcolaio, 2008) e la raccolta Semeyazah – il mio nome ha visto (1994) in playOn poetry, con testi di Ricciardi, Scharpf, Mazzi, Yang Lian (ADR, 2002). La Comunità Assoluta è stata pubblicata da lampi di stampa nel 2008.

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